I consulenti di Emanuele Ragnedda entreranno nella stanza della villetta di Conca Entosa dove è stata colpita e uccisa Cinzia Pinna. La svolta nell’inchiesta, del tutto inattesa, è arrivata dopo numerose richieste dei difensori dell’imprenditore di Arzachena, i penalisti Luca Montella e Gabriele Satta.

La pm Noemi Mancini ha dato il via libera a un accertamento tecnico al quale potranno partecipare il medico legale, e professore universitario cagliaritano, Ernesto D'Aloja, e il perito balistico e criminalista Dario Radaelli.

Sul contenuto dell’accertamento e sulla tempistica c’è il massimo riserbo, ma stando a indiscrezioni le difese di Ragnedda hanno un obiettivo preciso, quello di rimettere in discussione alcuni dati, di fondamentale importanza, forniti dal Ris alla pm Mancini.

I primi, parziali, risultati della consulenza balistica acquisiti dalla Procura di Tempio smentirebbero Ragnedda su un punto cruciale. L’uomo, in carcere dal 24 settembre sostiene di avere sparato contro Cinzia Pinna dopo essere stato aggredito.

La vittima, stando alla ricostruzione di Ragnedda, impugnava un coltello da cucina e gli veniva incontro. Secondo i consulenti della pm Mancini, invece, Cinzia Pinna potrebbe essere stata colpita mentre si trovava seduta su un divano e la traiettoria dei proiettili (dall’alto verso il basso) escluderebbe una colluttazione con il posizionamento frontale della donna rispetto a Ragnedda.

Il nuovo accertamento tecnico riapre l’inchiesta in una fase delicatissima, perché il lavoro di Noemi Mancini si avvia a conclusione. Il consulente Dario Radaelli è noto a livello nazionale per le sue perizie nei casi, tra gli altri di Garlasco, Yara Gambirasio e degli attentati dell’Isis in Europa.

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