Palau, commercianti e ambulanti sul piede di guerra: annunciano ricorso al Tar contro il Comune
Oggetto dello scontro le nuove norme che modificano i criteri di assegnazione degli stalli e selezionano le categorie merceologichePer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
È guerra tra l'amministrazione comunale di Palau e gli operatori commerciali ambulanti che, da trent'anni anni, espongono le loro merci nel mercatino serale estivo. Oggetto dello scontro, la revisione del Regolamento in materia di commercio e attività produttive, con l'introduzione di norme che modificano i criteri di assegnazione degli stalli e selezionano le categorie merceologiche, in ragione delle finalità del mercatino che, nelle intenzioni dell'amministrazione, ha l'obiettivo di promuovere l'identità del territorio, i suoi prodotti e il decoro urbano.
Banditi la titolarità decennale delle concessioni, il cumulo delle stesse, le assegnazioni giornaliere e i privilegi acquisiti con la continuità delle attività svolte negli anni in quel mercato, l'assegnazione dei parcheggi è a discrezione del Comune di Palau che affiderà gli stalli annualmente, selezionando gli operatori da una graduatoria, tra i cui requisiti ci sono criteri premiali territoriali. Secondo l'Associazione nazionale ambulanti, la nuova disciplina è «illegittima e in contrasto con le normative nazionali ed europee oltre che con consolidati orientamenti giurisprudenziali». Per questo, Ana diffida il Comune del paese gallurese a sospendere l'efficacia del Regolamento entro dieci giorni, pena il ricorso immediato al Tar.
Ristrette, anche, le categorie merceologiche, nei quarantadue stalli che saranno allestiti dal primo giugno a metà ottobre, il 70 per cento delle bancarelle dovrà vendere prodotti di artigianato locale, tra abiti, gioielli e cosmetici di produzione sarda, e la restante percentuale sarà riservata ai prodotti agroalimentari tipici. Secondo l'Associazione degli ambulanti, «le restrizioni imposte sono eccessivamente gravose tali da incidere profondamente sulla sostenibilità economica delle attività».
