Omicidio di Conca Entosa, Elvo consegna agli inquirenti i codici di sblocco del computer di Ragnedda
Il portatile sequestrato contiene le chat dell’assassino di Cinzia Pinna, ma era inaccessibile. Attraverso il suo legale la donna, indagata per favoreggiamento, permette di analizzarlo: «Da lei massima collaborazione»Per restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Un altro colpo a sorpresa nell’inchiesta sull’omicidio di Cinzia Pinna. Ieri a Cagliari, nella sede del Ris, il consulente della pm Noemi Mancini ha avuto in carico il portatile di Emanule Ragnedda con il compito di estrapolarne i dati.
Stando a indiscrezioni, la Procura di Tempio ha sequestrato il dispositivo dell’uomo, ma non aveva il codice di sblocco del computer (un Apple). La password sarebbe stata fornita da Rosa Maria Elvo, l’amica di Ragnedda, indagata per favoreggiamento.
Il difensore della donna, l’avvocato Francesco Umberto Fùrnari, avrebbe messo a disposizione della polizia giudiziaria la password nel corso delle operazioni. Il legale non ha voluto parlare di quanto avvenuto ieri, si è limitato a una breve dichiarazione: «Posso ribadire, è un fatto noto, la piena disponibilità della mia assistita a una collaborazione senza riserve con l’autorità giudiziaria». Una fonte qualificata ha confermato la circostanza del codice di sblocco.
La Apple, come è noto, blinda i suoi dispositivi. Per nessuna ragione viola il contratto che stipula con il cliente quando vende uno smartphone o un computer. Quindi l’apporto di Rosa Maria Elvo è decisivo per acquisire i dati della memoria del portatile.
Alla donna viene contestato, fatti tutti ancora da verificare, di avere aiutato il compagno dopo il delitto nella casa di Conca Entosa. All’interno del portatile ci sono le chat di Ragnedda.
Rosa Maria Elvo, stando a quando è trapelato, ha messo nelle condizioni gli investigatori di vedere tutto, anche le sue conversazioni con il compagno.
