Costi di gestione elevati e fondi regionali insufficienti: la Croce Bianca di Olbia è a rischio chiusura
Turni di copertura del servizio 118 dimezzati. I dirigenti: «Chiudere dopo 45 anni? Un fallimento per tutti»Per restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
L’associazione di pubblica assistenza di Olbia, Croce Bianca, ha dimezzato i turni di copertura del servizio 118. Lo storico gruppo di volontariato della città gallurese (oltre 70 iscritti, tutte le certificazioni ottenute, 1700 interventi nel 2025, quattro ambulanze) ha comunicato ad Areus di non essere più nelle condizioni di garantire l’operatività dalle 16 alle 8 e da qualche giorno copre la fascia oraria dalle 16 alle 24.
La Croce Bianca di Olbia parla chiaramente di un rischio chiusura nel medio periodo, per l’aumento dei costi di gestione del servizio e per il mancato adeguamento della tariffa oraria corrisposta da Areus (22 euro), totalmente insufficiente (secondo i responsabili del gruppo) per gli standard richiesti dalla convenzione del 118. La Croce Bianca ha inviato una prima nota ad Areus, senza avere alcuna risposta concreta.
I dirigenti dell’associazione di volontariato olbiese parlano di utilizzo dei fondi accantonati per portare avanti la sede. La Croce Bianca ha visto aumentare il suo impegno, dai 1117 interventi del 2020, ai 1618 del 2024. Il trasporto dei malati nel 2024 è aumentato dell’83 per cento. I dirigenti scrivono: «Non è concepibile che la prima associazione con le ambulanze di Olbia chiuda i battenti dopo 45 anni di attività, sarebbe un fallimento per tutti».
