Tutelare l'incolumità del personale sanitario, tecnico, amministrativo e dei pazienti degenti. Con questa richiesta la Fp Cgil Nord Sardegna interviene con una nota sull’allarme legionella nell’ospedale Santissima Annunziata di Sassari dopo la scoperta di tracce del batterio nei campioni d’acqua presi dai rubinetti in uso ai pazienti.

La preoccupazione del sindacato si estende anche alle altre strutture sanitarie del territorio per cui si chiede un controllo capillare e immediato.

«Pur prendendo atto dell'attivazione delle procedure di sicurezza e dei protocolli di flussaggio - dichiara la Cgil - non possiamo tollerare che la risoluzione di problemi strutturali cronici ricada sistematicamente, in termini di carico di lavoro e rischio psicofisico, sulle spalle delle lavoratrici e dei lavoratori già provati da una gravissima carenza di organico».

E si fa presente poi la necessità che le Aziende, continua il documento, «assicurino la costante e immediata fornitura di tutti i Dispositivi di Protezione Individuale necessari (a partire dalle mascherine FFP2) per tutti gli operatori chiamati a effettuare le manovre di spurgo e flussaggio, eliminando qualsiasi rischio di esposizione all'aerosol contaminato». Per il sindacato le disposizioni sul flussaggio rappresentano “una misura tampone”, «ma non possono sostituire un piano straordinario e definitivo di bonifica, ammodernamento e messa in sicurezza della rete idrica dei complessi ospedalieri».

In più le operazioni del protocollo non possono distogliere gli operatori dalla cura dei pazienti, né «trasformarsi in un ulteriore aggravio in turni di lavoro già insostenibili. Chiediamo l'apertura immediata di tavoli di confronto sindacale- si conclude- per monitorare l'andamento delle analisi microbiologiche, lo stato dei lavori di bonifica e il rispetto rigoroso di tutte le norme di tutela della salute nei luoghi di lavoro».

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