La Maddalena, in mostra macchine e stampe della storica tipografia della Marina militare
Esposizione permanente alla Scuola sottufficiali, aperta non solo al personale in divisa ma anche alla cittadinanzaPer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Per decenni ha stampato circolari, regolamenti, manuali, manifesti, ordini di servizio e biglietti da visita, scandendo la vita quotidiana della Marina militare. Oggi la storica tipografia della base militare di La Maddalena è diventata patrimonio da conservare e raccontare.
Alla Scuola Sottufficiali è stata infatti allestita una mostra permanente dedicata alle attrezzature e ai materiali originali prodotti dal laboratorio grafico della base, nell’ambito di un progetto di razionalizzazione e valorizzazione dei beni custoditi nei magazzini.
L’iniziativa è stata promossa dal comandante, capitano di vascello Francesco Maffiola, con la collaborazione del primo luogotenente Giuseppe Resta, e trova spazio nel cineteatro “Primo Longobardo”.
L’obiettivo è aprire questo pezzo di storia non solo al personale militare ma anche alla cittadinanza.
La tipografia iniziò ad operare pochi anni dopo la nascita della piazzaforte militare, istituita nel 1887 con il decreto Crispi, che trasformò l’arcipelago in una base strategica della Regia Marina.
Dalla sede originaria in piazza Umberto I passò alla caserma Faravelli e infine alla Scuola sottufficiali. In passato, racconta Silvano Chessa, in servizio durante il passaggio alla stampa digitale «il tipografo componeva a mano ogni testo, sistemando i caratteri mobili – una lega di ferro, piombo e antimonio – al contrario, sul compositorio. Il testo veniva poi chiuso in un telaio e montato sulla “pedalina”, la macchina da stampa, inizialmente azionata a mano o a pedale e solo in seguito motorizzata».
La macchina produceva circa cinquanta fogli al minuto. Tra i pezzi esposti spicca la “Ideale 30”, della Nebbiolo di Torino (storica fabbrica italiana di macchine da stampa), andata in pensione nel 2008 dopo 75 anni di attività. Insieme ai caratteri di piombo di varia dimensione e ad altre strumentazioni racconta una storia di pazienza, precisione e mestiere, portata avanti da generazioni di operatori, in gran parte maddalenini. Un patrimonio tecnico e umano che la Marina ha scelto di non disperdere, per ricordare un servizio essenziale al funzionamento della base militare.
