Per questa stagione a diversi pescherecci che operano a Golfo Aranci è stata vietata la cattura dei gamberi per aver superato la quota assegnata lo scorso anno, ma i limiti imposti dalle direttive europee rischiano di distruggere la pesca sarda.

A denunciare le conseguenze dell'applicazione delle limitazioni, soprattutto a ridosso dell'estate, il Consorzio dei Pescatori di Golfo Aranci che le ritiene «assurde e sproporzionate». Secondo il Consorzio, le quote di cattura dei gamberi si traducono in un blocco totale della filiera della pesca locale, dal mercato ittico alla ristorazione fino al turismo, di cui i criteri di ripartizione degli stock ittici non considerano le specificità.

«La realtà della Sardegna e di Golfo Aranci viene trattata alla stregua di contesti profondamente diversi, senza tenere conto della stagionalità delle sue attività, producendo il risultato di un sistema iniquo e penalizzante», dice il Consorzio che contesta l'approccio burocratico e centralizzato. «Quello che sta accadendo è inaccettabile, non si può governare la pesca con decisioni calate dall'alto, prive di logica territoriale e totalmente scollegate dalla realtà, rischiando di distruggere un intero settore, fatto di lavoro, sacrificio e tradizione, e mettendo in pericolo il futuro delle nostre comunità», dice il presidente del Consorzio dei Pescatori, l'avvocato Andrea Viola.

Riservandosi di portare la questione all'attenzione delle istituzioni nazionali ed europee, il Consorzio dei Pescatori di Golfo Aranci chiede la revisione immediata dei criteri di ripartizione delle quote, misure di sostegno economico per le imprese danneggiate e l'apertura di un tavolo con ministeri, Regione e rappresentanze del settore.

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