Fuga di notizie sulle aste giudiziarie: le intermediazioni segrete in Costa Smeralda
I nuovi retroscena dell’inchiesta partita dall’affaire Pincioni: indagato anche un noto imprenditore dell’OristanesePer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Emergono nuovi retroscena dall’inchiesta del procuratore di Tempio, Alessandro Bosco, sulla presunta fuga di notizie di alcune vendite giudiziarie. Si parla di incontri riservati documentati dagli investigatori anche con intercettazioni ambientali (coperte dal massimo riserbo), di un imprenditore dell’Oristanese coinvolto nella presunta turbativa d’asta e di personaggi influenti della Costa Smeralda contattati per valutazioni sulle informazioni riservate acquisite illegalmente.
Il fascicolo vede sette persone sotto indagine per turbativa d’asta, ma la gip Federica Di Stefano, ha disposto la misura interdittiva (divieto di esercitare attività di impresa per sei mesi) per i soli Antonio e Domenico Pincioni, gli imprenditori di Arzachena i cui beni (in particolare Domenico) erano oggetto di un’asta fallimentare.
Un noto imprenditore dell’Oristanese è iscritto nel registro degli indagati. L’uomo, difeso dall’avvocato Giancarlo Frongia, stando all’ipotesi accusatoria, avrebbe operato soprattutto insieme a Domenico Pincioni, per condizionare le scelte di potenziali acquirenti dei beni della Pincioni Carni srl (fallita nel 2022): si parla di terreni edificabili e di una rimessa per auto ad Arzachena. Gli investigatori parlano di attività per “determinare l’andata deserta delle aste” mediante “contatti diretti, pressioni e richiami confidenziali”.
Dagli atti emergono i contatti degli indagati con un personaggio di spicco di Porto Cervo (al quale non viene mossa alcuna contestazione) per la condivisione di valutazioni e informazioni sull’andamento delle aste e sulle informazioni riservate delle vendite giudiziarie.
