Il prossimo sabato 25 aprile alle 12 ai Musei Garibaldini di Caprera si celebra la Festa della Liberazione con un evento di particolare valore simbolico: l’esposizione, per la prima volta al pubblico, della storica bandiera partigiana della Brigata Garibaldi “Spartaco II”, un cimelio del 1944 che racconta una delle pagine più intense della storia italiana, segno identitario della Resistenza. Sottratta nel 1944 a un presidio nazifascista alla Rocca del Canavese, la bandiera fu trasformata dal partigiano Armando Partengo, che ne cancellò i simboli nemici per dipingervi a mano il volto del Generale. Da trofeo di guerra, il drappo divenne così un segno identitario della Resistenza italiana.

La presenza del vessillo a Caprera si deve alla volontà del comandante Aldo Maiolo “Bil” e di Violetta Sartini “Anita” che, nel 1982, anno del centenario della morte di Garibaldi, decisero di donare il cimelio al Museo. Un gesto allora fortemente sostenuto dal Presidente Sandro Pertini, che vide nella donazione il suggello indissolubile tra la memoria partigiana e l'eredità dell’Eroe dei due mondi. «Le Brigate Garibaldi scelsero il nome del Generale perché riconoscevano nella lotta al nazifascismo il naturale compimento degli ideali di libertà e unità iniziati nell’Ottocento” dichiara Sergio Cappai, direttore dei Musei Garibaldini; “Questa bandiera, che unisce il sacrificio partigiano alla memoria dell'Eroe, testimonia le radici profonde della nostra Repubblica». La bandiera sarà esposta temporaneamente nello studio di Giuseppe Garibaldi presso la Casa Bianca e rimarrà visitabile all'interno del percorso museale fino al prossimo 3 maggio.

L’evento conclusivo delle celebrazioni del 25 aprile a Caprera si inserisce nel programma delle cerimonie istituzionali cittadine, che vedranno le autorità impegnate presso la lapide dedicata a Giacomo Matteotti e il monumento ai caduti del quartiere di Moneta.

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