Non solo l’archeologia più antica, con la sua importante rete nuragica e medievale, ma anche una storia più minuta e profondamente identitaria, legata alle famiglie e alla memoria diretta dei bisnonni e dei nonni. È in questa prospettiva che i due piccoli musei, aperti nel centro storico di Arzachena, ospitano una mostra temporanea, particolare e diversa, attraverso la quale è possibile leggere e rileggere la storia del borgo marino di Cannigione.

L’iniziativa è promossa dall’Associazione Culturale San Giovanni Battista che, dopo aver organizzato negli ultimi giorni dell’anno, nella chiesa parrocchiale del borgo, le apprezzate esibizioni del Coro Polifonico Turritano e del Trio guidato da Alice Berria, ha dato il via il 29 dicembre, a due mostre dedicate alla storia appunto, di Cannigione. A inaugurare le esposizioni è stato il presidente dell’associazione, Paolo Careddu, insieme ai rappresentanti comunali Nicoletta Orecchioni e Mario Russu.

La prima mostra, ospitata nel Museo del Pane, grazie alla disponibilità della Parrocchia di Santa Maria della Neve, propone una raccolta di emozionanti scatti fotografici del secolo scorso. La seconda, allestita presso il Mimu con il supporto della Fondazione Giovanni Demuro, racconta in modo semplice e immediato la nascita del borgo marinaro, anticamente chiamato “Lu Canniccioni”.

«Una due giorni emozionante e di grande successo per tutti, soci e partecipanti, che ha rinsaldato ancor di più il legame storico fra le due comunità: quella di Arzachena e quella di Cannigione», afferma il presidente dell'associazione, Paolo Careddu. Ma il percorso non si ferma qui: «Dalla primavera, la nostra associazione ha in animo di organizzare diverse altre iniziative...».

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