Canile Europa, la Corte dei Conti condanna i gestori e due veterinari della Asl per danno erariale
Lunga la lista dei comuni che dovranno essere risarcitiPer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Una delle contestazioni è quella di «indebito profitto quale corrispettivo per prestazioni non eseguite ovvero fornite in modo del tutto difforme da quelle pattuite».
Dopo le indagini e il processo, in corso a Tempio, per i titolari del Canile Europa di Olbia arriva un provvedimento della Corte dei Conti. I giudici contabili hanno infatti rilevato un presunto danno erariale e condannato il veterinario Quinto Puddu, la moglie Pinna Murru e l’associazione “Movimento per la biodiversità”. Dovranno essere risarciti i Comuni, convenzionati con il canile chiuso dalla Guardia di Finanza nel 2019, di Aglientu, Badesi, Baratili S. Pietro, Bortigiadas, Budoni, Calangianus, Castelsardo, Chiaramonti, Gonnosfanadiga, Monti, Sant’Antonio di Gallura, San Teodoro, Telti e Tempio.
La sentenza nasce dalle attività della Procura di Tempio e della Guardia di Finanza di Olbia che nel 2019 ottennero il sequestro del Canile Europa di Olbia. A Tempio è in corso il processo sulla presunta truffa ai danni di 33 enti convenzionati, ma la Corte dei Conti si è portata avanti: un importo complessivo di oltre un milione e 400mila euro nella quantificazione del danno erariale, ma i giudici contabili hanno accolto la linea della difesa, gli avvocati Nicola Di Benedetto e Silvia Mura, escludendo il risarcimento per diverse amministrazioni, tra le quali il Comune di Villacidro e le Unioni della Marmilla e del Gerrei (azione erariale prescritta).
La Corte dei Conti ha condannato anche due ex dirigenti veterinari della Asl di Olbia che non avrebbero agito contro il canile dopo diversi sopralluoghi. La Procura di Tempio ha segnalato che l’esito dei controlli della Asl è stato smentito dalle conclusioni dei consulenti del pm.
In un passaggio della sentenza si legge che i veterinari avrebbero omesso di verificare «l’effettiva vaccinazione degli animali ospiti del Canile Europa e di eseguire la profilassi prescritta per il contrasto alle zoonosi. Entrambi, infatti, in qualità di pubblici ufficiali, pur avendo rilevato nelle ispezioni irregolarità di protocolli sanitari e di profilassi, non avrebbero provveduto a garantirli».
