Una storia personale di dolore trasformata in una testimonianza di pace. È questo il cuore di “Venti di pace”, il progetto sardo, prima tappa del loro tour italiano di Rami Elhanan e Bassam Aramin, protagonisti del libro di Carola Benedetto e Luciana Ciliento Mio padre, tuo padre (De Agostini).

Israeliano Elhanan, palestinese Aramin, accomunati dalla perdita violenta delle proprie figlie. Due esperienze segnate dal conflitto che, invece di trasformarsi in una nuova ragione di odio, sono diventate un'opportunità di incontro e un impegno condiviso per affermare la possibilità di riconoscere il dolore dell’altro e di interrompere la spirale della violenza.

È proprio questo percorso che il progetto Venti di pace intende portare all’attenzione dell’opinione pubblica italiana e internazionale e si lega alla candidatura di Rami Elhanan e Bassam Aramin al Premio Nobel per la Pace.

Il progetto Venti di pace è realizzato dalla Fondazione Giuseppe Dessì, dall’ associazione Genti Arrubia, dal Comune di Quartu, dall’ Università degli Studi di Cagliari – Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali, dalla Fondazione Faustino Onnis, dall’associazione il Crogiuolo, grazie alla Fondazione di Sardegna.

Portare Elhanan e Aramin nelle scuole e nell’università, fanno sapere gli organizzatori,  significa mettere le nuove generazioni davanti a una vicenda che non offre risposte precostituite, ma pone una domanda essenziale: che cosa accade quando, di fronte a una perdita irreparabile, si decide di riconoscere anche il dolore dell’altro?

«È certo che la loro sola testimonianza non può risolvere la complessità del conflitto israelo-palestinese, ma la loro storia individuale che parte dalla concretezza di due lutti afferma fortemente un principio: la pace può iniziare anche dalla scelta personale di sottrarsi alla logica della vendetta e di incontrare chi appartiene all’altra parte del conflitto».

(Unioneonline/A.D.)

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