Maxi sequestro a Olbia di Rolex e Cartier falsi, l’indagato in Procura: «Gli orologi non sono miei»
Le dichiarazioni rilasciate al pm potrebbero portare a una nuova inchiestaPer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Ha fretta di essere interrogato dal procuratore di Tempio Alessandro Bosco, l’uomo di 45 anni accusato di avere in casa, a Olbia, un centro di smistamento di orologi contraffatti (1300 pezzi).
Un bel guaio per l’indagato, nella sua abitazione sono stati trovati e sequestrati dalle Fiamme Gialle cronografi Patek Philippe, Rolex, Bulgari, Omega, Hublot e Audemars Piguet, che, stando a indiscrezioni, erano destinati alle spiagge della Costa Smeralda per l’ultimo scorcio di stagione.
Si parla di circa 700 euro a pezzo e le società proprietarie dei marchi contraffatti si stanno muovendo (con avvocati e consulenti) per verificare la provenienza degli orologi sequestrati a Olbia e agire legalmente.
L’indagato, un olbiese, di fatto ha già parlato con il pm attraverso il suo difensore, il penalista Antonello Desini. Il legale spiega: «Il mio assistito respinge ogni accusa in quanto il magazzino in cui è avvenuto il rinvenimento, di proprietà di un suo congiunto, era nella disponibilità e quindi utilizzato da un cittadino extracomunitario, proprietario dei barattoli e scatole nelle quali erano occultati gli orologi».
E ora parte una nuova inchiesta che potrebbe allargarsi ad altre persone.
