Sit-in a Cala Finanza: «Territorio già deturpato, scavi e ginepri secolari tagliati prima del via libera»
Manifestazione contro il contestatissimo progetto immobiliare sul litorale di Loiri Porto San Paolo, in un’area di grande pregio ambientalePer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Grande manifestazione a Cala Finanza contro il contestatissimo progetto immobiliare brasiliano nell’area di grande pregio ambientale che si trova sul litorale di Loiri Porto San Paolo.
In centinaia si sono ritrovati: sono arrivati alla spicciolata sin dalle prime ore del mattino e il numero di persone è aumentato con il passare delle ore.
Hanno aderito diverse associazioni e gruppi ambientalisti e indipendentisti: Liberu, Surra, Sardigna Natzione, Sos Cala Finanza, la cui petizione contro il progetto ha raggiunto quota 103mila firme. L’iniziativa ha il sostegno di Grig, Wwf, Legambiente e Italia Nostra.
Manifestanti molto determinati nelle rivendicazioni, ma il sit in è stato ordinato e pacifico e si è svolto senza alcun problema di ordine pubblico.
«Tutto gira sempre intorno allo stesso problema, su Cala Finanza come su speculazione energetica e servitù militari: il diritto dei sardi di decidere sulla propria terra», sottolinea Pier Franco Devias, segretario di Liberu.
«La Sardegna – continua l’esponente indipendentista – può decidere autonomamente in materia urbanistica, ma con lo stratagemma della Zes lo Stato italiano pretende di far passare per sviluppo economico una operazione turistico-immobiliare che scavalca i sardi. Siamo qui per difendere il diritto di decidere liberamente a casa nostra su come debba essere utilizzata la nostra terra».
«Il territorio è stato già deturpato prima delle autorizzazioni», sottolinea Durdica Bacciu di Sos Cala Finanza, associazione che ha raccolto 103mila firme contro il progetto. «Hanno fatto scavi, abusi alla vegetazione, hanno tagliato ginepri secolari».
La manifestazione si è poi spostata davanti alla sede comunale di Porto San Paolo. Centinaia di persone si sono posizionate davanti all’edificio per chiedere lo stop a tutti i progetti del colosso Immobiliare brasiliano che controlla la società Tavolara Bay Srl.
Hanno aderito via via durante la giornata, oltre ai movimenti ambientalisti e indipendentisti come Liberu, Surra, Sardigna Natzione, anche influencer e esponenti politici di livello nazionale e regionale.
Nel tardo pomeriggio, il presidio si è spostato nella spiaggia a ridosso di villa Joy, l’immobile acquistato dalla società Tavolara Bay Srl e al centro delle polemiche. La contestazione è stata particolarmente dura, hanno assistito i tanti turisti che erano presenti nella caletta.
È arrivata anche la notizia di una interpellanza al governo presentata dal parlamentare dei 5 Stelle, Mario Perantoni. Sono intervenuti sulla questione anche l’esponente del Presidio permanente del popolo sardo, Davide Fadda e Bustianu Compostu.
