Tavolara Bay, via libera revocato dal Governo: in Sardegna esplode lo scontro politico
Todde: «A Roma hanno dovuto arrendersi». FdI: «Goffo tentativo di intestarsi una vittoria, qualcuno dovrebbe dimettersi»Per restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Il Dipartimento per il Sud della Presidenza del Consiglio dei ministri ha revocato l’autorizzazione unica n.74 del 2026 che aveva dato il via libera al contestato progetto Tavolara Bay a Cala Finanza.
Niente più Zes, dunque, e niente glamping sul promontorio della località costiera gallurese di Loiri Porto San Paolo. «La revoca è stata adottata proprio in ragione della sopravvenuta revoca, da parte del nostro Consiglio Comunale, della delibera di indirizzo n. 50 del 25 novembre 2025», spiega il sindaco Francesco Lai.
Lo scorso 30 giugno, in una seduta del consiglio comunale di Loiri Porto San Paolo con un unico punto all'ordine del giorno, il sindaco Lai aveva illustrato le motivazione della richiesta ai consiglieri di revocare in autotutela la delibera fatta nel novembre del 2025 che consentiva la riqualificazione della zona.
A due giorni di distanza, e dopo la massiccia partecipazione alla manifestazione di ieri di cittadini e gruppi di attivisti proprio a Cala Finanza, arriva oggi lo stop da Roma. Uno stop che riguarda l'unico progetto presentato, quello del glamping, mentre - come ha anche specificato la Regione - non è mai stata presentata alcuna istanza su un resort che la società Italo brasiliana Tavolara Bay srl, che fa capo al gruppo Jhsf, avrebbe in progetto di realizzare in quell'area.
Il sindaco
«È una vittoria del principio di leale collaborazione tra istituzioni. È la dimostrazione che quando un Comune esercita con serietà e rigore le proprie prerogative, lo Stato sa ascoltare. E sa correggersi», ha dichiarato Lai.
La Regione
Ma sulla decisione si innesca subito uno scontro politico.
«La Sardegna ha avuto ragione, il Governo ha dovuto arrendersi all’evidenza», il lapidario commento di Alessandra Todde, sottolineando che sul caso «erano in gioco principi fondamentali: il rispetto del nostro territorio, del Piano Paesaggistico Regionale e delle competenze che lo Statuto speciale attribuisce alla Sardegna».
«Si conferma ciò che la Regione sostiene fin dall'inizio. – ha dichiarato Francesco Spanedda, assessore regionale degli Enti Locali, Finanze e Urbanistica - La questione non era essere favorevoli o contrari agli investimenti, ma il rispetto delle regole e delle competenze istituzionali. La pianificazione urbanistica non è un passaggio formale e le procedure straordinarie non possono trasformarsi in scorciatoie".
«La Regione – sottolinea il vicepresidente Giuseppe Meloni – si è opposta in ogni sede al provvedimento, prima con opposizione formale al Consiglio dei ministri e poi anche davanti al giudice amministrativo. Il progetto era in contrasto con le norme paesaggistiche regionali e con le competenze in materia di governo del territorio che lo Statuto speciale attribuisce alla Sardegna».
La revoca odierna «dimostra che avevamo fondati motivi per contestare quel provvedimento», sottolinea Meloni, evidenziando che quella della Regione «non è mai stata una battaglia contro qualcuno, ma per il rispetto delle regole e dello Statuto speciale, attraverso cui la Sardegna esercita le proprie competenze e tutela il territorio, il paesaggio e il diritto delle comunità a partecipare alle scelte che le riguardano».
La decisione presa a Roma è «un riconoscimento importante di questi principi», conclude Meloni, ringraziando il Comune di Loiri Porto San Paolo per l’annullamento della propria delibera.
Attacco FdI
«Goffo e stupefacente tentativo di intestarsi una finta vittoria» quello del Campo Largo, secondo gli esponenti di Fratelli d’Italia. «Come opportunamente ribadito dal nostro Senatore Giovanni Satta, la realtà dei fatti è inequivocabile: tutto nasce e tutto finisce a Porto San Paolo. Un progetto di tale portata, come quello di Cala Finanza, non spunta certo dal nulla dalla sera alla mattina - si legge in una nota di Fdi - Davvero gli esponenti territoriali di Partito Democratico e Movimento 5 Stelle vogliono far credere ai cittadini sardi di essere stati totalmente all'oscuro dell'arrivo di investimenti per miliardi di euro sul loro stesso territorio? È una tesi a cui non crede nessuno e che offende l'intelligenza degli elettori».
«Occorre ristabilire la verità amministrativa e smascherare le strumentalizzazioni: la Struttura di Missione Zes interviene esclusivamente quando sussiste l'accordo delle comunità locali. Nel caso specifico, l'intervento della Zes è avvenuto solo e soltanto dopo che il Comune aveva già autorizzato il progetto. Il Partito Democratico e il Movimento 5 Stelle smettano di fare propaganda sulla pelle della Gallura e si assumano le responsabilità delle scelte fatte dalle amministrazioni territoriali, invece di cercare facili capri espiatori per mascherare le proprie contraddizioni interne».
«Giuseppe Meloni si dimetta»
Più nel dettaglio scende il coordinatore dei meloniani in Sardegna, Francesco Mura: «Da questa vicenda dovrebbero derivare inevitabili conseguenze politiche. La presidente Todde dovrebbe revocare l’incarico al proprio vicepresidente Giuseppe Meloni per una gestione che ha esposto l’intera Regione a una figuraccia istituzionale. Allo stesso tempo, il vicepresidente, per rispetto dei cittadini e per salvaguardare la credibilità dell’amministrazione comunale di Loiri Porto San Paolo di cui è padrino politico, farebbe bene ad anticiparla».
Dura anche la nota di Pietro Pittalis, segretario regionale di Forza Italia: «Una vittoria che appartiene esclusivamente ai sardi»
(Unioneonline)
