Arzachena chiude il 2025 con 13.912 residenti, ma perde 58 abitanti rispetto all’anno precedente. Un calo che si inserisce in un andamento altalenante registrato negli ultimi cinque anni: dopo il lieve aumento del 2024 (+29), il saldo era stato negativo nel 2023 (−39), positivo nel 2022 (+55) e di nuovo in flessione nel 2021 (−33).

A pesare non è tanto il saldo naturale, da tempo in terreno negativo, quanto piuttosto l’andamento dei flussi migratori. Anche nel 2025, infatti, le nascite continuano a non compensare i decessi: 75 nuovi nati contro 132 morti nell’arco dell’anno.

Numeri che confermano un dato ormai strutturale, quello dell’invecchiamento progressivo della popolazione. Solo in pochi mesi la natalità è riuscita ad avvicinarsi ai livelli della mortalità, senza però mai superarli.

Il quadro anagrafico restituisce l’immagine di una comunità che fatica a rinnovarsi. I ragazzi tra i 10 e i 20 anni sono 1.271, mentre le persone tra i 70 e gli 80 anni salgono a 1.468. Ancora più evidente il divario tra i più piccoli e i grandi anziani: 794 bambini sotto i 10 anni contro 915 ultraottantenni.

In totale, i residenti fino a 50 anni sono 6844, mentre quelli oltre questa soglia raggiungono quota 7.068. A limitare l’erosione demografica è soprattutto la mobilità delle persone. Nel 2025 gli arrivi (351) e le partenze (352) si sono praticamente equivalsi, lasciando il saldo migratorio vicino allo zero, ma con forti variazioni nel corso dell’anno.

I mesi primaverili ed estivi, in particolare tra luglio e settembre, segnano gli incrementi più consistenti, spinti dall’attrattività turistica e dalle opportunità di lavoro stagionale. L’autunno e l’inverno, invece, riportano il segno meno.

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