Doddore racconta la sua prigionia"Minacciato e incatenato come un cane"
"Erano due, con il passamontagna, mi hanno puntato una pistola alla testa, mi hanno bendato e fatto salire su un'auto di grossa cilindrata condotta da un terzo complice". Doddore Meloni racconta le drammatiche fasi del sequestro.Per restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
"Ho capito che prendevano la direzione di Cagliari", spiega Doddore. L'indipendentista sardo scomparso misteriosamente da casa sua a Terralba giovedì scorso e tornato ieri sera nella sua abitazione e racconta il sequestro a opera del gruppo dei "Guardiani della Nazione". Altro non dice, anche per rispetto del silenzio che gli hanno imposto magistratura e polizia.
Questa mattina alcuni poliziotti sono andati a prenderlo alle nove a casa sua, dove ha trascorso la notte, per un sopralluogo nella zona dove dice di esser stato tenuto prigioniero. Si pensava a qualche pezzo di campagna fra Terralba e Uras, un paese vicino, invece Doddore ha condotto il corteo di auto della Squadra Mobile, della Scientifica e della Digos fino alle campagne del cagliaritano, fra Villasor e Monastir.
Una breve sosta, ma Meloni non è neanche sceso dall'auto, poi il corteo ha fatto perder le tracce nella zona da dove è poi ripartito in direzione di Oristano. Intanto questa notte gli inquirenti hanno eseguito una perquisizione nell'abitazione di uno dei "ministri" della Repubblica di Malu Entu, Sandro Mascia. Mentre nella tarda mattinata Meloni dovrebbe tenere una conferenza stampa nella sede del suo partito, Meris, a Terralba.
LA LIBERAZIONE - Da una prima ricostruzione sulla liberazione dell'indipendentista emerge che è stato visto vagare sulla statale 131, nel territorio di Oristano, intorno alle 20 di ieri. Gli automobilisti lo hanno riconosciuto e hanno dato l'allarme. Il primo ad attivarsi è stato il nipote, che si è subito messo in macchina per andare a prenderlo. Nel frattempo, però, Doddore aveva già trovato un passaggio e stava andando verso casa.
PRIGIONIA - Doddore Meloni dopo la liberazione ha rifiutato l'assistenza del 118 e il ricovero in ospedale. "Vuole solo il suo medico e vuole restare a casa", fa sapere la famiglia. Le sue condizioni non sono buone, è provato da una prigionia particolarmente dura, riferiscono i militanti di Meris, il movimento da lui fondato per correre alle prossime elezioni. La stessa lista di cui i sedicenti 'Guardiani della Nazione' avevano chiesto il ritiro in cambio della liberazione dell'indipendentista. Ma non c'è stato nessun passo indietro da parte dei candidati di Meloni, che in questi giorni hanno continuato imperterriti la loro campagna elettorale. "Lo facciamo per il nostro presidente, per portare avanti il suo progetto di indipendenza della Sardegna", hanno più volte chiarito.
LA RICOSTRUZIONE DI DODDORE - E' diventata quasi uno show la conferenza stampa convocata dall'indipendentista sardo Doddore Meloni per fare il punto della situazione sul suo ancora misterioso "rapimento" da parte di un sedicente gruppo di "Guardiani della nazione". Meloni ha comunque con fermezza respinto l'insinuazione di chi in questi giorni ha sospettato che potesse essersi sequestrato da solo per fare pubblicità a se stesso e alla liste del partito Meris presentate alle elezioni politiche del 24 e 25 febbraio. Per Doddore si è trattato di un sequestro vero. "Mi hanno incatenato come un cane e tenuto al freddo senza mangiare e senza bere ma a parte un singolo episodio non mi hanno trattato male", ha spiegato ai giornalisti che lo attendevano nel cortile dove era stato prelevato giovedì scorso senza che nessuno si accorgesse di nulla. "Parlavano un italiano corretto e mi sono sembrati dei professionisti che sapevano cosa fare e come farlo", ha aggiunto, rifiutandosi però di entrare nei particolari, come il contenuto delle conversazioni con i suoi carcerieri. Meloni ha anche aggiunto che forse "non è proprio vero che i Guardiani della nazione siano poi così sconosciuti come sostengono magistratura e forze dell'ordine". La prima mattinata di Meloni da uomo nuovamente libero è cominciata con la partecipazione al sopralluogo che si è spinto fino quasi alla periferia di Cagliari. Con una tappa durante il rientro nel bivio di Uras, sulla statale 131, dove i suoi carcerieri lo avrebbero lasciato andare dopo avergli tolto il cappuccio. Intanto questa notte le indagini della Polizia sono proseguite con una serie di perquisizioni che hanno interessato le abitazioni di alcuni militanti e candidati della lista Meris che si presenta alle Politiche. Secondo alcune indiscrezioni sarebbero stati sequestrati anche alcuni computer.