«Il fenomeno in corso presenta condizioni simili a quanto accaduto in Sardegna nell'ottobre del 1951». A riportare indietro l’orologio del tempo è Alessandro Delitala, direttore del Dipartimento meteoclimatico dell’Arpas, in collegamento stamattina con la Sala decisione della Protezione civile regionale, guidata da Mauro Merella. Nell’ottobre del 1951 successe che un alluvione portò all’abbandono di Gairo e Osini, i due Comuni dell’Ogliastra poi ricostruiti a qualche chilometro di distanza.

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Furono giornate di piogge torrenziali, nell’Isola. L’acqua lasciò una lunga scia di devastazione quasi settantacinque anni fa. Si contarono anche cinque morti. Oggi come allora, il maltempo aveva colpito soprattutto il versante orientale della Sardegna. Ci furono decine di case distrutte nel Sarrabus, con epicentro Muravera, Villaputzu e San Vito. Anche la Gallura fu colpita, Buddusò restò isolata e senza viveri. Proprio dalle cronache di quei giorni su L’Unione Sarda, dal 14 al 19 ottobre, si recupera il quadro completo dei danni, stimati in venti miliardi di lire. Arrivò in Sardegna anche l'allora presidente della Repubblica, Luigi Einaudi.

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Nel dettaglio dei danni, la linea dei treni tra Oschiri e Chilivani fu interrotta. Binari spazzati via anche nel tratto tra Palau e Tempio. Lo stesso accadde sulla Ussassai-Arbatax, per il crollo di una galleria. Come Buddusò, anche Oliena, Arzana, Baunei, Jerzu, Loceri, Tortolì, Talana e Nuoro. All’altezza di Geremeas non si poteva più transitare sulla strada Quartu-Villasimius.

Da Gairo vecchia, diventato un borgo fantasma e per questo meta turistica, sono nati Gairo Sant'Elena e Gairo Cardedu. Anche Osini ha una parte vecchia e abbandonata.

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