Meloni ha lasciato l'ospedale alle 17.15 assieme a due agenti della Polizia penitenziaria che hanno tentato inutilmente di dribblare fotografi e operatori tv portandoli un pò a spasso tra piani e reparti prima di raggiungere un'uscita secondaria dove li attendeva un'auto di servizio col motore acceso. Di fronte agli obiettivi delle reflex e delle telecamere Meloni, visibilmente dimagrito e affaticato dopo undici giorni di sciopero della fame e della sete, è stato comunque pronto a salutare col segno della vittoria, così come aveva fatto il giorno dell'arresto davanti alla caserma della Guardia di Finanza. L'indipendentista, finito in carcere undici giorni fa per una accusa di frode fiscale che ha sempre respinto, si è dichiarato fin dal primo momento "prigioniero politico" e ora attenderà ai domiciliari l'esito del ricorso al Tribunale del riesame presentato dal suo difensore contro il provvedimento del Gip di Oristano che aveva commutato la custodia cautelare in carcere con gli arresti domiciliari imponendogli però il divieto di comunicazione con qualsiasi mezzo, anche telematico, con terzi che non siano i suoi familiari.
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