E' questo uno dei casi più eclatanti del campionario dell'evasione fiscale che emerge dal resoconto dell'attività svolta nel 2011 dal Comando provinciale della Guardia di Finanza di Oristano. Numerosi anche altri casi interessanti, per esempio quello di un noto artigiano del capoluogo specializzato in quadri e cornici che ha dimenticato di dichiarare redditi per oltre un milione di euro e di versare i relativi 200 mila euro di Iva. Oppure quello del ristoratore di Torregrande che ha nascosto al fisco 500 mila euro e un industriale che prendeva i soldi dallo Stato con la Legge 488, ma portava in Svizzera i ricavi non dichiarati della sua attività (circa 280 mila euro) ed è stato scoperto perché il suo nome era finito nella famosa Lista Falciani. Complessivamente, l'attività delle Fiamme Gialle oristanesi ha permesso di individuare 21 evasori totali e quattro parziali per un totale di 13 milioni di euro di redditi non dichiarati e tre milioni di euro di Iva sottratta all'Erario. Individuati anche 40 lavoratori completamente in nero, soprattutto nel settore edilizio e in quello della ristorazione. Bar e ristoranti si distinguono anche per la scarsa propensione a pagare lo speciale canone Rai per locali aperti al pubblico. Su 24 controlli eseguiti, ben 23 locali sono risultati non in regola. Sempre rilevante anche il numero dei commercianti poco propensi a emettere lo scontrino fiscale. Su 1050 controlli eseguiti sono state rilevate 164 irregolarità, che hanno portato alla chiusura temporanea di otto attività. Clamoroso il caso di un bar di Oristano che quest'anno, la domenica della Sartiglia, con le Fiamme gialle che perlustravano la città in divisa, ha registrato sul contatore di cassa corrispettivi in aumento del 360% rispetto allo stesso giorno del 2011. L'azione dei Finanzieri, ha annunciato il comandante provinciale Anselmo Mocci, continuerà anche nel 2012 in maniera ancora più incisiva e mirata.
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