Dermatite bovina, stop alle restrizioni in Sardegna. Todde: «Frutto del lavoro coordinato tra Regione, Asl e allevatori»
La revoca arriva dopo i controlli veterinari e l’alta copertura vaccinale. Dal 2 marzo via alle richieste di indennizzoPer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Il primo focolaio di dermatite nodulare contagiosa, o Lumpy skin disease, in Sardegna era stato registrato lo scorso giugno, portando a restrizioni, abbattimenti e campagne di vaccinazione. Ma oggi, per il comparto bovino sardo, sono arrivate buone notizie: con una determinazione della Direzione Generale della Sanità – Servizio Sanità pubblica veterinaria e sicurezza alimentare – è stata revocata la zona di restrizione istituita nel giugno 2025.
«Questo risultato è frutto del lavoro coordinato tra Regione, Asl e medici veterinari, e della collaborazione del comparto zootecnico», dichiara la Presidente della Regione e assessora della Sanità ad interim, Alessandra Todde. «Continueremo a mantenere alta l’attenzione, garantendo sorveglianza e prontezza di intervento per tutelare il patrimonio zootecnico e la sicurezza sanitaria».
«La ripresa della movimentazione dei bovini rappresenta un passaggio atteso dal comparto e legittimato dai risultati raggiunti», aggiunge l’assessore dell’Agricoltura, Francesco Agus. «L’altissima percentuale di vaccinazioni dimostra la responsabilità degli allevatori sardi e tutela i nostri capi anche rispetto al resto d’Italia. Dal 2 marzo sarà possibile presentare le richieste di indennizzo per compensare i maggiori costi sostenuti a causa del blocco sanitario». Secondo la Regione, la revoca delle restrizioni arriva dopo il completamento delle attività di controllo sul territorio, l’esito favorevole delle visite dei medici veterinari delle Asl competenti e il raggiungimento di una copertura vaccinale elevata: 97,8% degli stabilimenti e 96,5% dei capi vaccinati, nell’ambito del piano obbligatorio regionale.
Il provvedimento è in linea con le norme europee: la Decisione di esecuzione (UE) 2026/190 del 21 gennaio 2026 prevedeva come termine ultimo il 26 gennaio per la zona di protezione e il 12 febbraio per la zona di sorveglianza. Venute meno le condizioni che imponevano le restrizioni, la Regione ha deciso di revocarle.
(Unioneonline)
