Una combinazione di Zona franca doganale, potenziamento della cantieristica e sviluppo del settore delle crociere per rendere più competitivo lo scalo del Nord Ovest, trasformandolo in hub industriale e logistico integrato. Il presidente dell’Autorità di sistema portuale, Domenico Bagalà, nell’incontro “Piccole e medie imprese- Energie per lo sviluppo”, organizzato a Porto Torres dalla Confartigianato di Sassari, ha sollecitato tutti gli attori coinvolti per mettere a fattore comune tutti i mezzi disponibili del territorio e implementare un piano strategico per promuovere il porto e la sua crescita economica. «La mia proposta è quella di una zona franca doganale pronta e protetta, -ha detto Bagalà- cosa possibile perché rientra nelle mie facoltà di presidente della Port Authority, la legge mi permette di individuare una determinata area, da individuare tutti insieme, anche nella piattaforma logistica, una banchina che possa essere al servizio dell’area retro portuale. Possiamo promuovere 300 ettari di area e favorire l’insediamento di nuove aziende, allestendo un’area recintata con telecamere, dove attivare incentivi fiscali e credito d’imposta, sfruttando quello che offre la Zes unica». All’incontro di venerdì sera, nella sala congressi “Cozzi” della Port Authority di Porto Torres, davanti ad un platea numerosa, sono intervenuti anche il sindaco di Porto Torres, Massimo Mulas, il presidente di Confartigianato Sassari, Marco Rau, il presidente Sfirs, Riccardo Barbieri e Simona Fois presidente del Consorzio industriale provinciale di Sassari. Un incontro per offrire opportunità e strumenti di supporto delle piccole e medie imprese, moderato da Maria Amelia Lai di Confartigianato.

Nel prossimo mese di maggio Porto Torres diventa protagonista con l’evento Cruise day International, il principale forum dedicato all’industria crocieristica, un momento di analisi, confronto e dibattito sul presente e futuro del settore, che riunisce operatori, istituzioni, porti e stakeholder per discutere di tendenze, infrastrutture e impatto economico. «Dobbiamo sistemare banchine, piuttosto brutte, e lavorare sull’accoglienza, tenere i negozi e i musei aperti, organizzare tour operator ed escursioni se vogliamo che questo territorio sia appetibile per gli operatori delle crociere», sottolinea ancora il presidente Bagalà. E c’è spazio e potenziale anche per sviluppare la cantieristica e alla nautica da diporto. «Sullo sviluppo della cantieristica Porto Torres promette bene», aggiunge Bagalà «si potrebbe cominciare dalla formazione di venti ragazzi per lavorare in un cantiere nautico innovativo. Ma dobbiamo cominciare subito se vogliamo essere pronti fra due anni». In attesa della gara per l’affidamento del travel lift, divenuto operativo nello scalo industriale, si pensa ad intercettare i grandi yacht, imbarcazioni di oltre 70 metri che navigano nel Mediterraneo. «Unità che spesso vengono d’estate e poi vanno via, mentre sarebbe auspicabile che si fermino anche d’inverno. Imbarcazioni di lusso che potrebbero ritornare perché vogliono cambiare arredamento, che significa lavoro, maestranze, tutte qualità che lo scalo turritano presenta, spazi da promuovere per far capire che si fa sul serio: ma dobbiamo crederci». Un percorso unito con tutti gli attori coinvolti. La Port Authorituy ha affidato uno studio al Financial Times per conoscere quello che richiede il mercato, con indagini economiche e il monitoraggio di nuovi investitori e progetti che sono in atto in un determinato momento. «Una volta avuti i risultati dello studio potremo definire il pacchetto e fare promozione attiva nelle fiere e marketing», è la proposta dell’Autorità di sistema portuale. 

In questo contesto si inseriscono le tre proposte presentate dal presidente di Confartigianato, Marco Rau. «La prima è che Porto Torres ha un bisogno reale, come altre realtà del Nord Ovest, di un orientamento e accompagnamento verso l’accesso al credito e agli strumenti finanziari, quindi metteremo a disposizione delle competenze perché creino supporto alle aziende, così da riaprire in questa città un ufficio di Confartigianato, dove chi vuole fare azienda abbia la possibilità di informarsi. La seconda riguarda la definizione di un protocollo che favorisca il coinvolgimento della filiera locale in un nuovo investimento per cercare di mettere in rete  tutte le aziende. Infine un piano condiviso delle competenze, ovvero mettere in relazione le scuole, la politica locale, gli Its e le imprese per cercare di formare le professionalità necessarie per le aziende che serviranno nel territorio nei prossimi anni». 

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