13 febbraio 2012 alle 23:28aggiornato il 13 febbraio 2012 alle 23:28
Crisi: verso lo sciopero generale nell'Isola
"Se ci sono buone ragioni per fare lo sciopero generale regionale del 9 marzo a Cagliari, ce ne sono ottime anche per fare uno sciopero provinciale". Lo ha detto la segretaria della Cgil di Oristano, Roberta Manca, aprendo nel pomeriggio il direttivo di Cgil Cisl e Uil alla presenza dei leader regionali Enzo Costa, Mario Medde e Francesca Ticca. E lo ha ripetuto, chiudendo i lavori dopo quasi tre ore di dibattito, il segretario della Cisl Antioco Patta. Il timore è che Oristano, senza una mobilitazione autonoma, passa restare ancora una volta ai margini della vertenza Sardegna, dove Cagliari e Sassari, sindacalmente, continuano a fare la parte del leone. L'ultimo esempio è recentissimo: sul miliardo e mezzo circa di euro destinati all'Isola dal Piano nazionale per il Sud, a Oristano sono arrivati solo sette milioni per piccoli interventi ambientali a Bosa e nel Barigadu. Da una Giunta regionale che conta due assessori oristanesi in ruoli chiave, Oscar Cherchi all'Agricoltura e l'ex sindaco di Angela Nonnis ai Lavori pubblici, i sindacalisti del territorio si aspettavano qualcosa di più. Ma l'appello è rivolto anche alle rispettive segreterie regionali. "Chiediamo di avere per il futuro un atteggiamento più sensibile alle nostre istanze - ha spiegato Roberta Manca -, più sostegno alle nostre richieste, più visibilità nelle piattaforme rivendicative". Nel mirino, accusati di assenteismo e immobilismo cronici, anche la classe politica locale, dagli amministratori comunali ai consiglieri regionali passando per quelli provinciali. Sulla stessa linea, la segretaria regionale della Uil Francesca Ticca: "Tutta la classe politica è assente in questo momento di crisi, quella che governa e quella che fa opposizione. Cgil, Cisl e Uil il 9 marzo tornano in piazza per dire che ne hanno le scatole piene di questa classe politica e di queste istituzioni che non fanno il proprio dovere".
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