Una perdita netta per il servizio sanitario regionale per il 2010 di oltre 272 milioni di euro e una presunta per il 2011 di oltre 268 milioni. Con uno stanziamento dell'Assessorato della Sanità che rappresenta quasi il 40% della manovra complessiva del Bilancio regionale. Sono alcuni dei dati relativi all'Indagine di controllo sull'attività del servizio sanitario regionale effettuata dalla Corte dei Conti e illustrata oggi durante l'adunanza pubblica a cui ha partecipato anche l'assessore regionale della Sanità, Simona De Francisci. "Un'analisi - ha sottolineato il consigliere della Corte dei Conti Lucia D'Ambrosio che l'ha illustrata - dovuta alla preoccupante sistematica crescita della spesa per il finanziamento del servizio sanitario regionale, nonchè della perdurante assenza di un efficace sistema di governo, direzione e controllo delle azioni poste in essere dai vari soggetti del sistema stesso per la tutela della salute dei cittadini". Secondo il magistrato contabile, l'incidenza del fabbisogno della Sanità sul complesso dei bilanci regionali è particolarmente elevata ed in aumento: "Gli stanziamenti finali per l'Assessorato della Sanità rappresentano quasi il 40% della manovra lorda e oltre il 40% della manovra netta. E gli impegni dell'Assessorato sono il 50% circa degli impegni totali. I pagamenti di competenza sono il 60% del totale dei pagamenti della Regione. Nel bilancio di previsione 2012 risultano stanziati per la Sanità 3.787.250.000 pari a quasi il 45% del totale della manovra complessiva lorda".

LA CRITICA DEI SINDACATI - "Quanto emerso dall'indagine della Corte dei Conti sulla Sanità è preoccupante: rappresenta, purtroppo, una situazione che abbiamo denunciato più volte e i provvedimenti della Giunta e del Consiglio non hanno risolto nessuno dei problemi del sistema sanitario". Così Marinora Di Biase (Cgil), Oriana Putzolu (Cisl) e Terenzio Calledda (Uil) commentano la relazione della magistratura contabile illustrata ieri in adunanza pubblica. I sindacati confederali ribadiscono la necessità di varare un piano sanitario regionale che razionalizzi la spesa ma che garantisca i livelli essenziali di assistenza fissati dagli standard nazionali.

ECCESSO POSTI LETTO A CAGLIARI E SASSARI - Nonostante la riduzione avviata nel 2005 i posti letto nelle strutture ospedaliere pubbliche e private della regione è superiore rispetto a quanto previsto dalla normativa, con un aumento concentrato nelle province di Cagliari e Sassari, mentre carenza di posti si registrano nelle province di Olbia, Nuoro e Medio Campidano che, secondo una ripartizione teorica dei posti, avrebbero il primo 229 posti in meno, il secondo 100 e il terzo 193. Nonostante il numero elevato di posti, il tasso di occupazione non è alto: il 68,3% per quelli ordinari a livello regionale, il tasso più basso nella Asl di Oristano e inferiore alla media regionale la Asl di Cagliari.

L'ATTACCO DEL PD - "Nella sanità sarda manca il governo regionale che guidi il sistema". Così i consiglieri regionali del Pd, Francesca Barracciu e Marco Espa, commentano la relazione della Corte dei Conti sulla Sanità in Sardegna. "Ci troviamo davanti una situazione preoccupante che avevamo già denunciato in Consiglio - ha spiegato Espa - la Sanità non è governabile ed è allo sbando su vari fronti, sui conti economici, sul lavoro interinale, sulla spesa farmaceutica, dove siamo ultimi in Italia per l'abbattimento dei costi, e sulla mancanza dei controlli". Secondo Barracciu la relazione "conferma il non governo della Sanità guidata da questa Giunta".
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