Ciclone Harry, via libera dell’Ue a 74,9 milioni per Sardegna e Sicilia
La ripartizione delle somme tra le due isole sarà definita dal governoPer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
La Sardegna potrà contare su nuove risorse europee per affrontare i danni provocati dal ciclone Harry e dall’ondata di maltempo dello scorso gennaio. La Commissione Bilanci del Parlamento europeo ha approvato all’unanimità l’erogazione del Fondo di solidarietà dell’Unione europea a favore dell’Italia, con uno stanziamento complessivo di 74,9 milioni di euro destinato a Sardegna e Sicilia.
Le risorse saranno utilizzate prioritariamente per il ripristino delle infrastrutture essenziali e degli impianti strategici, con interventi nei settori dell’energia, della gestione idrica, delle telecomunicazioni, dei trasporti, della sanità e dell’istruzione. La ripartizione delle somme tra le due isole sarà definita dal governo nazionale.
A sottolineare l’importanza del provvedimento è Giuseppe Lupo, eurodeputato del Partito Democratico, vicepresidente della Commissione Bilanci e relatore della misura per il gruppo dei Socialisti e Democratici (S&D).
«Il Fondo di solidarietà dell’Unione europea dimostra concretamente che l’Europa non lascia sole le comunità colpite dalle calamità», ha dichiarato Lupo, evidenziando il ruolo dello strumento europeo nel sostenere i territori colpiti da eventi estremi.
«È uno strumento fondamentale capace di tradurre il sostegno europeo in aiuti concreti per i territori e per i cittadini che affrontano le conseguenze di eventi devastanti. L’Europa interviene in modo sussidiario, con fondi aggiuntivi rispetto a quelli stanziati dalle Regioni e dallo Stato», ha aggiunto.
L’approvazione rappresenta un passaggio importante per accelerare la ricostruzione, la messa in sicurezza delle infrastrutture danneggiate e il ripristino dei servizi pubblici essenziali nelle aree maggiormente colpite dal maltempo. Per la Sardegna, l’obiettivo è sostenere il ritorno alla piena funzionalità delle strutture strategiche e accompagnare le comunità nella ripresa dopo l’emergenza.
