Settembre bollente in Sardegna, le massime 3,9 gradi sopra la norma: «Mare caldo, più energia per i temporali»
L’analisi dell’Arpas: «Anomalia ininterrotta da giugno. A luglio record di 48,4 a Orani»Settembre bollente in Sardegna
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Più 3,9 gradi di anomalia sulla media regionale delle temperature massime: lo scorso settembre in Sardegna è stato più caldo rispetto a quanto abbia rilevato a livello globale Copernicus. Risulta il secondo più caldo dopo quello del 2023, con una temperatura media superiore di oltre 1,5 gradi ai livelli preindustriali. I picchi europei di +4/6 gradi, registrati nel sud della Francia, in Spagna, in Portogallo e in parte dell'Italia sono superiori al dato medio sardo delle massime rilevato dal Dipartimento Meteoclimatico dell'Arpas, l'Agenzia regionale per la protezione dell'Ambiente.
Come spiega il meteorologo Pier Luigi Trudu, la media globale calcolata da Copernicus risulta più bassa perché include territori, come quelli polari, in cui le anomalie sono più contenute.
Settembre nell'Isola è stato anche asciutto, senza i temporali pomeridiani e serali tipici del periodo, dunque meno piovoso rispetto all'anno scorso.
In realtà, secondo le rilevazioni dell'Arpas, l'intera estate in Sardegna è stata fuori scala: le anomalie delle temperature massime sono state di +3,3 gradi a giugno, di +4 gradi a luglio e di +3 gradi ad agosto. In particolare, lo scorso luglio (un «luglio veramente fuori scala» lo definisce Trudu) a Orani è stato registrato il record di 48,4 gradi, «due decimi sopra il precedente primato dell'estate 2023», osserva il meteorologo dell'Arpas, «registrato a Jerzu e Lotzorai».
Da giugno a settembre la Sardegna è stata investita da un susseguirsi di ondate di calore, d'intensità variabile, a causa della permanenza di alta pressione sul Mediterraneo, il cosiddetto anticiclone africano, che ha esteso all'Isola masse d'aria calda provenienti dall'Africa, fenomeno riconducibile al riscaldamento globale. La comunità scientifica concorda sul fatto che le ondate di calore stiano diventando più intense e frequenti per effetto dei cambiamenti climatici.
Il 2026 è stato caratterizzato anche da altri eventi estremi, come il ciclone Harry a gennaio e le intense mareggiate di febbraio. Pure il mare è molto più caldo della norma. A Cagliari, secondo i dati Arpas, ha toccato un massimo attorno ai 29 gradi a metà agosto. Ora, a metà ottobre, l'ultimo dato indica 24,8 gradi. «Più la superficie del mare è calda, più calore latente riesce a liberare in atmosfera», spiega Trudu guardando ai prossimi mesi, «quindi più energia avranno le perturbazioni per sviluppare temporali anche molto intensi».
(Unioneonline)
