Si è trovata davanti un ostacolo improvviso. Ha cercato di evitarlo con tutte le sue forze ma non è bastato. Poi lo schianto, mortale. La disperazione, il buio.

LA TRAGEDIA Il destino ha deciso che il dolce sorriso di Tiziana Scontus dovesse spegnersi per sempre ieri pomeriggio a Carbonia, nel rione popolare di via della Vittoria, a causa di un assurdo incidente stradale causato, pare, da una mancata precedenza. Una tragedia inaccettabile, avvenuta all'incrocio con via Millelire, che ha fatto accorrere in strada decine di persone, incredule, sconvolte per quel lenzuolo bianco steso pietosamente sul corpo di una ragazza.

LA VITTIMA Tiziana avrebbe festeggiato i 28 anni a settembre ed era una ragazza piena di vita. Ieri pomeriggio avrebbe dovuto recarsi a lavoro ma prima aveva deciso di far visita al suo figlioccio che vive nella frazione di Is Gannaus, a pochi chilometri da Carbonia. Una visita veloce a un bimbo che adorava, per compiere la quale aveva deciso di prendere la sua moto, una potente Honda nera. Abitualmente si spostava con la sua automobile, ma pare avesse avuto dei problemi tecnici e così aveva dovuto utilizzare la motocicletta. Del resto era una bella giornata, il tempo ideale per chi ha la passione per le due ruote. La visita non è durata a lungo perché Tiziana doveva fare rientro a Carbonia per recarsi in ufficio. Lavorava come impiegata in una compagnia di assicurazioni, un lavoro che aveva cominciato alcuni anni fa. «Prima lavorava con me al mercato civico al bando della frutta e della verdura - racconta disperata la zia Rosa Stivaletta - era tanto contenta di questo suo nuovo impiego». Tiziana amava la moto ma era sempre molto prudente. Aveva salutato il figlioccio in tempo per poter tornare in città con tutta calma, senza dover correre e correre rischi. Lasciandosi alle spalle Is Gannaus e via Lubiana, ha svoltato in via della Vittoria: pare non procedesse a velocità sostenuta anche perché di lì a poco avrebbe dovuto fermarsi al semaforo di via Mazzini. Ma a quell'incrocio non è mai arrivata, la sua corsa si è interrotta una cinquantina di metri prima, all'angolo con via Domenico Millelire.

LO SCONTRO Secondo le prime testimonianze, mentre la moto procedeva in salita, in direzione opposta arrivava una Seat Marbella rossa e pare anche un'altra auto (ma questo secondo dettaglio lo avrebbero riferito alcuni testimoni e dovrà essere chiarito dalle indagini; l'unica vettura presente dopo l'incidente era la Marbella). Entrambe le automobili avrebbero svoltato a sinistra poco prima dell'arrivo della moto. Non ci sono lunghi segni di frenata sull'asfalto ma soltanto dei graffi sull'asfalto accanto alla motocicletta, fatto che fa presupporre che Tiziana Scontus abbia arrestato improvvisamente l'Honda, “inchiodando” nel momento in cui si è accorta di trovarsi davanti un ostacolo imprevisto. Tutto nella frazione di pochi istanti, neanche il tempo di ragionare e forse (si spera) rendersi conto di quanto stesse accadendo: avrebbe colpito la parte anteriore della Marbella guidata da una donna che viaggiava insieme al figlio (che è stato accompagnato al Pronto soccorso del Sirai per accertamenti), la moto si sarebbe sollevata dalla parte posteriore per poi rovinare sull'asfalto. Tiziana, nella caduta, avrebbe sbattuto violentemente la testa e la schiena. Purtroppo il casco non è bastato a proteggerla.

I SOCCORSI Il resto è la cronaca di una tragedia assurda. I mezzi, a parte pochi graffi, sono rimasti praticamente intatti, così come avviene in un banale tamponamento. Ma la giovane donna è rimasta in terra, immobile. Indossava ancora il casco quando sono arrivate le due ambulanze accorse dopo la richiesta di aiuto delle tante persone che hanno assistito all'incidente. Tiziana non dava segni di vita ma il medico e il personale del 118 ha tentato comunque una disperata rianimazione. Intorno gli abitanti delle case che si affacciano nell'incrocio teatro dell'incidente, tutti con il fiato sospeso, tutti a pregare che la giovane avesse soltanto perso i sensi. Soffocante il senso di impotenza, troppo grande l'angoscia per riuscire a trattenere le lacrime quando i soccorritori si sono arresi, quando il medico ha scosso la testa alzandosi in piedi e qualcuno è andato a prendere un lenzuolo bianco.

LA FAMIGLIA Poi dramma, quello che solo chi ha perso un figlio può capire. I genitori di Tiziana, Maria e Angelo sono accorsi in via della Vittoria non appena sono stati informati dell'accaduto. Con il cuore in gola si sono avvicinati alle ambulanze, sperando nel miracolo, sperando che qualcuno potesse dir loro che era tutto un incubo e che la loro adorata figlia li avrebbe abbracciati ancora. Una speranza vana, davanti a loro soltanto quel lenzuolo bianco e un silenzio irreale, una moto da prendere a calci e un destino da maledire, un destino crudele capace di strappare alla vita una ragazza dolce e amata da tutti: «Aveva un sorriso per chiunque - ricorda la zia - quando lavorava con me era benvoluta da tutti i clienti e così avveniva nel suo nuovo posto di lavoro. Aveva una gran pazienza ed era una ragazza dolcissima». Tanti gli amici accorsi non appena in città si è sparsa la voce dell'incidente: «Aveva un bellissimo carattere - ricorda Lidia Stivaletta - era impossibile non volerle bene». Tutti si sono stretti attorno al papà, alla madre e al fratello, nessuno è voluto andar via finché il corpo di Tiziana è rimasto riverso sull'asfalto, in attesa che arrivasse il medico legale e che il magistrato ne autorizzasse la rimozione. Ore di lacrime, di disperazione contro una sorte crudele che se l'è presa con una giovane e una famiglia stimata e benvoluta da tutti.

Saranno i vigili urbani a dover stabilire con esattezza la dinamica dell'incidente. Hanno svolto i rilievi fino al tardo pomeriggio quando, una volta giunta l'autorizzazione del magistrato, il corpo di Tiziana è stato rimosso e trasferito nella camera mortuaria del cimitero di Medadeddu.

STEFANIA PIREDDA
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