Il Comune ha portato a conclusione un progetto da sei milioni di euro impostato dalla Comunità montana 19 ma rimasto congelato per anni. Solo a Carbonia eviterà di sborsare, soprattutto per il trasporto, 30 mila euro al mese. Somma che, a livello provinciale, sale a circa 900 mila euro. Soldi che, a lungo andare, rischiavano di gravare sulla Tarsu pagata dai cittadini. L'impianto permette di separare i rifiuti indifferenziati in due categorie. Una è composta da materiale prevalentemente organico, che dopo un processo di biostabilizzazione potrà essere utilizzato per concimare o ricoprire la discarica. La frazione secca rimasta verrà compattata sino a raggiungere le dimensioni di piccole balle e collocata a sua volta in discarica. L'impianto consente, inoltre, di recuperare materiali ferrosi eventualmente presenti tra i rifiuti.
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