«Questo Governo continua a punire la Sardegna. Non interviene per compensare i costi dell’insularità, non garantisce trasporti adeguati, non riduce il divario infrastrutturale e non offre risposte alle principali vertenze economiche e sociali dell’Isola. Quando invece deve distribuire problemi e rischi, sceglie la Sardegna mostrando un evidente disprezzo per la nostra terra. Oggi abbiamo l’ennesima dimostrazione tangibile di questo modo di agire con l’arrivo dei detenuti in regime di 41bis in Sardegna».

Lo dichiara Silvio Lai, deputato e segretario regionale del Partito Democratico della Sardegna, commentando l’arrivo nel carcere di Uta dei detenuti sottoposti al regime del 41 bis.

«Il 41 bis è uno strumento indispensabile nella lotta contro le mafie e nessuno intende metterlo in discussione. Ciò che contestiamo è la decisione di concentrare in Sardegna una quota sproporzionata di detenuti mafiosi, assunta contro la volontà dei territori e della Regione e senza un vero confronto istituzionale. Invece di riconoscere e compensare gli svantaggi derivanti dall’insularità, il Governo li sfrutta per tenere i boss lontani dalla penisola, scaricando sull’Isola nuovi rischi e nuovi costi».

«La Sardegna non può essere considerata periferica quando chiede diritti, investimenti e servizi, per poi diventare improvvisamente utile quando lo Stato deve trasferire altrove i problemi. Altro che insularità in Costituzione. Dopo anni di promesse mancate, il messaggio del Governo Meloni è persino più grave: nessuna compensazione per i costi dell’insularità, ma l’esportazione in Sardegna dei mafiosi più pericolosi».

(Unioneonline/A.D.)

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