Nuovo stadio di Cagliari, discussione fiume in Aula: «Darà tanto alla città»
Ultime formalità prima della gara pubblica internazionale: «Risolte le problematiche, entro giugno-luglio il bando»Per restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
«Avere uno stadio da 30.000 spettatori ci permetterà di ospitare grandi eventi internazionali, cosa che non avviene dal concerto di Vasco Rossi del 18 giugno 1991. Per fortuna sono arrivati gli Europei, darà alla città uno spazio per congressi e tante altre attività che non saranno soltanto il calcio o come immaginiamo un impianto del genere oggi». Sono le parole con cui Massimo Zedda, sindaco di Cagliari, conclude le oltre tre ore di discussione in Consiglio comunale sul nuovo stadio, un dibattito arrivato a quasi due settimane dall’incontro (punto di svolta) con l’Uefa.
Un progetto che sta vedendo le sue battute finali, con il canone di concessione già definito («per 25 anni da 100.000 euro, per gli altri 25 da 200.000», ha precisato l’assessore allo Sport Giuseppe Macciotta) e a breve l’approvazione del Pef (Piano economico-finanziario) in Giunta. Che sarà seguito dalla votazione in Consiglio sul diritto di superficie e sul pubblico interesse dell’opera. «Vogliamo arrivare entro giugno-luglio alla gara pubblica internazionale, rispettando le stringenti tempistiche dell’Uefa per la candidatura agli Europei», ha aggiunto Macciotta.
Numerosi i pareri in Aula, dove anche dall’opposizione (che pure ha sollevato dei dubbi) non sono arrivati dei “no” al progetto. «Crederò alla realizzazione dello stadio solo nel momento in cui vedrò posare la prima pietra. Dal punto di vista del canone il Comune un affare lo fa, ma guardando i numeri vedo sovrastime nei ricavi e sottostime nei costi, soprattutto quelli di mantenimento», si chiede Pierluigi Mannino (Fratelli d’Italia). «A me sembra che delle criticità ci siano: gira per 50 anni senza stress test, ossia che l’opera una volta in piedi non avrà problemi. A differenza di quanto avvenuto durante il Covid. E ci troviamo davanti a uno straordinario investimento pubblico», il pensiero di Giuseppe Farris (CiViCa 2024).
