Morte di Manuela Murgia, bocciata la proroga delle indagini
Il Gip rigetta la richiesta dei familiari: l’unico indagato per omicidio è l’ex fidanzato della ragazza, Enrico Astero, ma il Dna su cui sono necessari approfondimenti non è riconducibile a luiPer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Il giudice del Tribunale di Cagliari, Giorgio Altieri, ha rigettato la richiesta di proroga di indagini per la morte di Manuela Murgia, la quindicenne che il 4 febbraio 1995 fu trovata senza vita nel canyon di Tuvixeddu.
Ora il pubblico ministero Guido Pani può ancora indagare per quattro mesi (perché per l’omicidio i termini scadono a un anno e mezzo dalla riapertura del fascicolo). A partire dal 26 ottobre decorreranno quindi 10 giorni per formulare le richieste: archiviazione o rinvio a giudizio nei confronti di Enrico Astero, ex fidanzato della ragazza ora indagato con l’accusa di omicidio.
I difensori della famiglia Murgia hanno chiesto che vengano effettuati accertamenti medico legali sulla dinamica della morte e che venga disposto l’inserimento nella banca dati nazionale del profilo genetico maschile non identificato e tratto dal capello rinvenuto nello stivaletto della vittima, di cui è già stata esclusa, nella perizia effettuata nell’incidente probatorio, l’attribuzione ad Astero.
«Si tratta chiaramente di indagini certamente complesse», scrive il giudice, «ma non rivolte nei confronti di Astero, dunque non possono giustificare la prosecuzione delle indagini nei suoi confronti».
Il fascicolo potrebbe restare aperto contro ignoti.
