Dopo i gravi danni provocati dal ciclone Harry, arriva in Consiglio comunale la richiesta formale di attivare la procedura per la dichiarazione dello stato di emergenza nazionale.

A presentare un’interrogazione è la consigliera di opposizione Stefania Loi, che parla apertamente di «catastrofe naturale» e sollecita un intervento immediato da parte delle istituzioni.

L’ondata di maltempo che ha colpito Cagliari e l’area metropolitana ha lasciato dietro di sé uno scenario di devastazione. Le mareggiate, con onde che hanno raggiunto anche gli otto metri, hanno messo in ginocchio il litorale del Poetto e la zona di Marina Piccola, causando crolli, allagamenti e la distruzione di diversi stabilimenti balneari.

A preoccupare sono stati anche i rischi per la pubblica incolumità, con la chiusura di infrastrutture strategiche come la Strada Statale 195 “Sulcitana” e le evacuazioni precauzionali in alcuni territori limitrofi.

Secondo la consigliera Loi, la gravità e l’estensione dei danni superano di gran lunga una normale emergenza meteorologica. «Siamo di fronte a una catastrofe naturale, non a una semplice emergenza ordinaria – ha dichiarato –. La normativa di protezione civile prevede, in casi come questo, l’attivazione degli aiuti statali. Non riconoscerlo significherebbe lasciare cittadini e imprese senza risposte».

Con l’interrogazione, Loi chiede al sindaco di riconoscere formalmente l’eccezionalità dell’evento e di attivarsi subito presso la Regione Sardegna e la Presidenza del Consiglio dei Ministri per ottenere la dichiarazione dello stato di emergenza nazionale. Un passaggio ritenuto fondamentale per accedere ai fondi straordinari, avviare i ristori per i danni subiti e garantire interventi rapidi sul territorio.

Nel documento si chiede inoltre quali misure urgenti l’amministrazione comunale intenda adottare per la tutela della popolazione e il ripristino delle condizioni di sicurezza, oltre all’avvio di una stima ufficiale dei danni. Tra i punti sollevati anche la necessità di un tavolo tecnico permanente che coinvolga Protezione civile, Regione, ANAS, Capitaneria di Porto e i Comuni dell’area metropolitana.

«Di fronte a una catastrofe di questa portata – conclude la consigliera – il Comune deve farsi promotore delle soluzioni, non restare spettatore. Cagliari ha bisogno di risposte concrete e immediate».

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