Dodici anni di dolore scambiato per ansia poi l’operazione salvavita al Brotzu: chiusa una fistola coronarica gigante
L’intervento dopo la scoperta di una rara patologia eseguito con una tecnica innovativa mini-invasivaPer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Per oltre dodici anni aveva convissuto con un dolore toracico da sforzo che veniva attribuito ad ansia e reflusso gastrico. Poi, qualche settimana fa, l’arrivo al Pronto soccorso dell’ospedale di Carbonia per una sindrome coronarica acuta: dolore intenso al petto, alterazioni dell’elettrocardiogramma, il timore di un infarto.
Dietro quei sintomi si nascondeva invece una patologia rara e complessa: una fistola coronarica gigante, una anomalia congenita che crea una comunicazione anomala tra le arterie coronarie e l’arteria polmonare, alterando il normale afflusso di sangue al cuore e provocando ischemia miocardica.
La paziente, una donna di 67 anni, è stata immediatamente trasferita all’ospedale Brotzu di Cagliari, dove l’équipe di Cardiologia pediatrica e delle cardiopatie congenite, diretta dalla dottoressa Angelica Rossi, ha completato gli accertamenti diagnostici escludendo la presenza di ulteriori malformazioni cardiache congenite.
Il 7 maggio 2026 la donna è stata sottoposta a un intervento mini-invasivo ad alta complessità, eseguito senza necessità di aprire il torace e senza anestesia generale. Una procedura delicata e altamente specialistica portata a termine grazie al lavoro congiunto di professionalità differenti che hanno integrato competenze cardiologiche, emodinamiche e neuroradiologiche.
A eseguire l’intervento sono stati i medici Angelica Rossi, direttrice della struttura di Cardiologia interventistica congenita, Federico Fusaro, direttore della Neuroradiologia interventistica e vascolare, e Alberto Boi della Cardiologia interventistica ed emodinamica.
«Per chiudere la fistola – fanno sapere dal Brotzu - è stata utilizzata una metodica innovativa: dodici micro-spirali a rilascio elettrolitico inserite all’interno della sacca aneurismatica e rilasciate una alla volta attraverso un sistema di distacco controllato mediante corrente a bassa tensione. Una tecnologia utilizzata per la prima volta in questo tipo di intervento cardiaco. Le spirali, ripiegandosi all’interno della fistola, hanno interrotto il flusso sanguigno anomalo provocandone la trombosi e consentendo al sangue di tornare a irrorare correttamente il cuore, anziché disperdersi verso l’arteria polmonare».
La paziente è stata dimessa dopo appena due giorni, in buone condizioni generali e senza complicanze.
«Il caso rappresenta non solo un importante risultato clinico, ma anche la dimostrazione concreta del valore della multidisciplinarietà all’interno del Brotzu” commenta Angelica Rossi. «La possibilità di mettere insieme, nello stesso momento e nello stesso luogo, competenze altamente specialistiche provenienti da settori diversi consente di affrontare procedure estremamente complesse senza costringere i pazienti a lasciare la Sardegna per cercare cure fuori regione».
«È questa una delle grandi forze dell’azienda: la capacità di creare reti professionali integrate, in cui cardiologi interventisti, neuroradiologi, anestesisti, infermieri, tecnici e operatori sanitari lavorano fianco a fianco condividendo esperienza, competenze e responsabilità. Un patrimonio professionale che rappresenta un elemento strategico per il sistema sanitario regionale e che permette di offrire ai cittadini cure di altissimo livello anche nei casi più rari e complessi» sottolinea il direttore generale Maurizio Marcias.
«Un successo reso possibile – si legge in una nota dell’ospedale - anche grazie al contributo di tutti i professionisti coinvolti nel percorso assistenziale: i medici Anna Campagnolo e Andrea Roggio, gli infermieri Massimiliano Ibba, Francesco Zucca e Pietro Cogoni, i tecnici di radiologia Roberto Piludu, Giovanna Mura e Michela Leo, gli Oss Gabriele Sedda, Vincenza Meloni e Franco Ginesu, e la psicologa Sabrina Montis. Ognuno ha avuto un ruolo fondamentale in un lavoro di squadra che ha consentito di raggiungere questo risultato».
(Unioneonline/A.D)
