«In Sardegna non c'è un'emergenza terrorismo. Ovviamente lo scenario internazionale è molto più complesso e in costante variazione. Dunque è necessario mantenere sempre alta la guardia». Il questore di Cagliari, Rosanna Lavezzaro, riassume così il delicato momento legato agli scenari mondiali e agli eventuali rischi terroristici, ricordando che nell'Isola ci sono sempre due fronti da tenere sotto controllo, per possibili azioni eversive, «quello antimilitarista e quello ambientalista estremista».

E proprio il tema del terrorismo, dell'eversione e della pubblica sicurezza saranno al centro di un importante convegno in programma martedì 19 maggio, alle 10,30, nella sede dell'ex Regio Museo di Cagliari, in piazza dell'Indipendenza dal titolo "Raccontare il passato al presente: anni di piombo, terrorismo e pubblica sicurezza". Un'iniziativa presentata oggi e che parte dall'importante lavoro svolto dalla Questura di Cagliari e dall'Archivio di Stato del capoluogo con la consegna e successivo studio e archiviazione di circa 75 metri lineari di documentazione prodotta e acquisita dall'Ufficio di Gabinetto della Questura all'Archivio di Stato relativa alle attività di pubblica sicurezza, prevenzione dell'eversione, contrasto al terrorismo e tutela dell'ordine pubblico. Una delle prime iniziative a livello nazionale di questo tipo.

Video di Matteo Vercelli

Questo consente di mettere a disposizione del pubblico, nel pieno rispetto dei diritti di privacy delle persone i cui dati sono riportati nei documenti storici, atti d'indagine, volantini, lettere, interrogatori e rilievi della Polizia scientifica su una serie di episodi legati al terrorismo e alle forme di eversione dal Dopoguerra agli anni Novanta. «In questo modo», evidenzia il direttore dell’Archivio di Stato di Cagliari, Enrico Trogu, «saranno disponibili al pubblico, nel rispetto dei diritti delle persone interessate, i documenti su sette secoli di storia della sicurezza in Sardegna, affrontando periodi storici delicatissimi, come quelli relativi a Barbagia Rossa e sui gruppi eversivi, di ogni colore politico».

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Il lavoro che ha permesso il passaggio di tutta la documentazione è durato quasi due anni. «Conoscere la storia e il passato», sottolinea Gianluca Andreini, dirigente della Digos, «è fondamentale per conoscere il presente. Soprattutto su un tema come quello del terrorismo e dell'eversione. Perché libertà, dissenso e democrazia devono essere sempre garantiti a tutti. Manifestare e contestare è dunque sempre possibile ma senza calpestare i diritti degli altri».

Al convegno di martedì 19 maggio interverranno, tra gli altri, Daniele Calenda, direttore del servizio per il contrasto all'estremismo e del terrorismo interno del ministero dell'Interno, Sabrina Mingarelli, dirigente del Patrimonio archivistico del ministero della Cultura, Monica Galfrè, docente di Storia contemporanea all'Università di Firenze e Giovanni Salvi, presidente del comitato scientifico Fondazione Vittorio Occorsio.

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