Cagliari, protesta degli Oss precari: «Vogliamo la stabilizzazione»
Il corteo, organizzato da Usb Pubblico Impiego, partirà alle 8.30 da via RomaPer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Dopodomani, mercoledì 12 novembre 2025 gli operatori socio-sanitari precari della sanità sarda scenderanno in piazza a Cagliari per chiedere la loro stabilizzazione.
Il corteo, organizzato da Usb Pubblico Impiego, partirà alle 8.30 da via Roma, davanti all’assessorato alla Sanità, e raggiungerà il Consiglio regionale, dove alle 10.30 si terrà una conferenza stampa.
Gli 81 lavoratori coinvolti – impiegati durante l’emergenza Covid-19 presso l’Asl 8, il Brotzu, l’Aou di Cagliari-Monserrato e le Asl di Oristano e Medio Campidano – denunciano il mancato rispetto delle linee guida regionali per la stabilizzazione del personale sanitario precario.
«Abbiamo tutti i requisiti necessari fino al 31 dicembre 2025, ma le aziende sanitarie non hanno ancora completato le procedure», spiegano i rappresentanti del sindacato.
Usb sottolinea come, nonostante la risoluzione congiunta delle commissioni Sanità e Lavoro del Consiglio regionale e la delibera di Giunta n. 22/23 del 23 aprile 2025, solo l’Asl 8 abbia finora stabilizzato parte del personale, lasciando ancora in sospeso decine di lavoratori. «Negli altri ospedali e nelle altre aziende – affermano – non si è dato seguito agli impegni presi».
Il sindacato accusa inoltre la Regione di aver aggravato la precarietà con l’introduzione dei «cantieri occupazionali», che prevedono contratti a termine e flessibili per coprire carenze strutturali di organico.
«La realtà – sostiene USB – è che questi lavoratori vengono impiegati in sostituzione del personale assente, anche nei turni notturni, in contrasto con le finalità dichiarate del programma».
Durante la conferenza stampa, i manifestanti annunciano che «faranno nomi e cognomi» di chi, a livello politico e amministrativo, non avrebbe affrontato il problema «nelle forme dovute». Al centro della protesta, una parola d’ordine: «stabilizzazione».
Usb ribadisce che continuerà la mobilitazione «fino a quando la Regione e le direzioni sanitarie non daranno risposte concrete», ricordando che i lavoratori coinvolti hanno maturato esperienza e professionalità durante l’emergenza sanitaria «a rischio della propria vita».
(Unioneonline/Fr.Me.)
