«Attese infinite in solitudine in mezzo alla folla, pazienti oncologici a rischio a Cagliari»: il caso in Consiglio regionale
Interrogazione di Fratelli d’Italia: «Per le terapie trafusionali i malati aspettano ore oltre i tempi clinicamente giustificabili»Per restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
«Le attese per le terapie trasfusionali si protraggono per ore oltre i tempi clinicamente giustificabili». E ancora: «Chi aspetta, ed è malato, lo deve fare in «sale d’attesa affollate e prive di adeguate misure di protezione» dove è esposto «a rischi elevati di contagio». In più «le terapie oncologiche e trasfusionali vengono effettuate al sesto piano della struttura, mentre agli accompagnatori dei pazienti viene imposto di attendere al piano terra, privando i malati del necessario supporto fisico e psicologico (deambulazione, gestione degli effetti collaterali, stress emotivo)».
È lungo e dettagliato l’elenco delle «gravi disfunzioni organizzative e assistenziali» attribuito al Centro oncologico di Cagliari gestito dall’Arnas Brotzu e riservato in un’interrogazione presentata dal gruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio regionale, con Cristina Usai come prima firmataria.
Vengono descritte gravi criticità in un centro che «rappresenta un presidio sanitario di riferimento regionale e nazionale per la cura dei pazienti oncologici e oncoematologici, molti dei quali immunodepressi, anziani o affetti da patologie invalidanti».
Sarebbero anche state «segnalate criticità nella gestione dei dispositivi venosi centrali del catetere centrale ad inserzione periferica – Periphelly inserted central catherer (PICC), comportamenti non consoni al contesto sanitario e un generale clima di mortificazione dei pazienti».
Usai e i colleghi dell’opposizione chiedono se l’assessora alla Sanità, quindi la presidente Alessandra Todde che svolge l’incarico ad interim, «intenda disporre un’ispezione urgente, anche tramite i competenti servizi regionali, per verificare il rispetto delle normative vigenti, dei protocolli clinico-organizzativi e dei diritti dei pazienti». Attenzione anche al fatto «se esistano protocolli ufficiali e atti aziendali che disciplinano la gestione delle priorità e delle liste di attesa per terapie trasfusionali e oncologiche e, in caso affermativo, come sia garantita la loro applicazione uniforme e verificabile».
(Unioneonline/E.Fr.)
