07 giugno 2012 alle 13:30aggiornato il 07 giugno 2012 alle 13:30
Cagliari, esplode la rabbia dei pensionatiIn migliaia marciano contro il Governo
Esplode la rabbia dei pensionati. Questa mattina in migliaia, provenienti da tutta l'isola, sono scesi in piazza a Cagliari paralizzando il traffico in viale Diaz, Bonaria e via Roma.Per restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Gli over 60 hanno sfilato in corteo sotto le bandiere di Cgil, Cisl e Uil per ribadire che "La partita con il Governo in materia di pensioni è tutt'altro che chiusa". Il serpentone è partito da piazza Marco Polo e si è diretto sotto il Consiglio regionale, con gli interventi del segretario generale nazionale Fnp-Cisl, Gigi Bonfanti, del segretario della Cgil sarda, Enzo Costa, e di Rinaldo Mereu, segretario regionale della Uil pensionati. "La Sardegna ha dato una ottima risposta come è nella sua tradizione, segno del forte disagio che vivono assieme alle loro famiglie. Questa di oggi è solo la prima di una serie di iniziative promosse dai sindacati per chiedere lavoro, sviluppo e riforme per la Sardegna e dare la sveglia alla politica regionale e nazionale incapaci di gestire la fase di crisi", come hanno ribadito i tre leader di Cgil, Cisl e Uil, Enzo Costa, Mario Medde e Francesca Ticca. Il prossimo 9 giugno si mobilita l'Ogliastra, una delle zone più colpite dalla crisi. A metà mese si terrà un convegno sulle riforme istituzionali. Clou delle iniziative di lotta sarà la Marcia per il lavoro che dal 28 al 29 giugno attraverserà la Sardegna da Olbia a Cagliari, con tappe intermedie a Sassari e Oristano. Oggi l'avvio è stato dato dai pensionati che sono giunti con oltre 55 pullman per la prima manifestazione regionale unitaria. Con fischietti e a suon di slogan, uno su tutti "Il futuro non si taglia", e sulle note di "Bella Ciao", "Procurare 'e moderare" e "Viva l'Italia", hanno fatto sentire il dramma di una categoria che in Sardegna percepisce in percentuale i redditi più bassi d'Italia. L'85% vive con 620 euro al mese. I pensionati chiedono la difesa del potere d'acquisto e una nuova politica fiscale, la riduzione dei prezzi dei beni e servizi, tariffe e tasse, compresa l'Imu. Ancora, l'approvazione della legge nazionale sulla non autosufficienza e il funzionamento dei servizi socio-sanitari con una rete integrata nel territorio; l'abbattimento delle liste d'attesa e l'eliminazione dei ticket sulle visite specialistiche. Rivendicazioni che saranno portate all'attenzione dei capigruppo in Consiglio regionale.
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