C'è crisi, colpite anche badanti straniereAl loro posto mamme, sorelle e nonne
Colf e baby sitter non trovano lavoro perché "riserva" di mamme, figlie e sorelle.Per restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Lavoro domestico: in Sardegna non c'è spazio per gli stranieri. Badanti, colf, baby sitter non trovano lavoro perché "riserva" di mamme, figlie e sorelle. Lo ha reso noto Oriana Putzolu, segretario regionale della Cisl. Nell'isola l'incidenza straniera sul totale dei lavoratori domestici è del 23,7%, "cifre che assegnano alla Sardegna un primato nazionale negativo", ha commentato Putzolu. Va meglio in provincia di Sassari, col 28,5%, seguono Cagliari (22,8%) Oristano (22,3%) e Nuoro (19,7%). I dati provengono da una ricerca della Fondazione "Leone Moressa", nata nel 2002 da un'iniziativa dell'associazione Artigiani e Piccole Imprese di Mestre Cgia.
Oriana Putzolu lancia un richiamo alla politica regionale "per la costruzione di un sistema economico normativo che elimini precariato, tuteli la famiglia, crei una moderna e diffusa rete di servizi socio-assistenziali". Secondo l'analisi della sindacalista la spiegazione è da ricercare in quell'esercito di 273 mila donne senza lavoro. "31 mila di loro cercano una occupazione ma non attivamente - ha affermato - seimila pur attivandosi per avere un impiego non sono subito disponibili, 33 mila non lo cerca affatto, ma poi se ci fosse la concreta possibilità di avere una occupazione timbrerebbero subito il cartellino, 203 mila infine non cercano e non sono disponibili a svolgere un lavoro. E' un esercito di donne occupate in faccende domestiche in un mix di ruoli: moglie, madre, baby sitter, badante, infermiera, donna delle pulizie, domestica, insegnante di sostegno, in un sistema sociale che non permette di conciliare i tempi della famiglia con quelli del lavoro".