"Stiamo seguendo diverse piste, ma non possiamo dire nulla, per non pregiudicare l'esito dell'inchiesta", ha detto il capitano Fabio Saddi, comandante della Compagnia dei Carabinieri di Bitti che da ieri sta svolgendo un'attività investigativa intensa.

Le indagini sono curate dal Procuratore Andrea Garau con il suo sostituto Luca Forteleoni che ha seguito gli interrogatori di numerose persone. Alle 9 il medico legale Vindice Mingioni ha iniziato l'autopsia sul corpo della vittima che verrà riconsegnato subito dopo ai genitori, con cui ultimamente viveva dopo la separazione dalla moglie. I primi riscontri autoptici avrebbero confermato la ricostruzione delle modalità dell'agguato, apparsa abbastanza chiara sin dal primo sopralluogo. Il sicario, che forse aveva anche un complice, ha sistemato due grosse pietre in mezzo alla carreggiata della stradina di campagna che costituiva un passaggio obbligato per Basile. Poi si è appostato dietro un piccolo bastione di terra per attendere l'arrivo della vittima. Gli investigatori hanno ricostruito i movimenti della persona che ha sistemato i sassi in modo che sembrassero caduti da un muretto a secco e, seguendo le tracce, scoperto il punto di appostamento.

Da quella posizione dominante, completamente invisibile nel buio, il sicario ha fatto fuoco contro Basile. Due fucilate hanno colpito l'allevatore alla testa da una distanza di 4-5 metri, uccidendolo sul colpo.

Basile stava andando nell'ovile a dare da mangiare alle pecore e il corpo è stato trovato da un vicino di pascolo. Nel 2006 l'uomo era scampato ad un agguato, restando solo ferito, e successivamente gli era stato sterminato tutto il gregge. Segnali di morte che l'uomo aveva ignorato, continuando la sua attività senza cedere alle intimidazioni. I funerali si svolgeranno domani nella Parrocchia di San Giorgio Martire a Bitti.
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