Arborea, Saras pronta a estrarre metanoI residenti della piana contro il progetto
Saras pronta alle prime trivellazioni sull'Isola: l'ultimo progetto si chiama Eleonora e prevede l'estrazione di metano dal sottosuolo della piana di ArboreaPer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Priva di una rete di gas metano, la Sardegna paga una bolletta energetica pesantissima con un buon 30% in più per le famiglie e le imprese rispetto al resto del Paese. La Saras punta a colmare questo gap ed è pronta alle prime trivellazioni nell'Isola. L'ultimo progetto si chiama Eleonora e prevede l'estrazione di metano dal sottosuolo della piana di Arborea, considerata la capitale dell'agricoltura e della zootecnia isolana. Un'area che gli amministratori locali e i cittadini, proprio per la sua vocazione agricola, vorrebbero preservare da contaminazioni potenzialmente inquinanti: per questo il progetto della raffineria dei fratelli Moratti sta incontrando sul territorio forti resistenze. Oggi il punto della situazione in una conferenza stampa a Oristano convocata dai vertici della Saras. "Faremo una piccola cosa locale che pensiamo possa essere utile a tutta la Sardegna", ha esordito con toni minimalistici il direttore della pianificazione e sviluppo industriale della società, Giuseppe Citterio. Se il pozzo esplorativo - profondo quasi 3 chilometri - confermerà la quantità e la qualità dei giacimenti individuati, fra qualche anno si potranno estrarre ad Arborea 150 milioni di metri cubi di metano all'anno per 20 anni. "Una inezia rispetto ai 75 miliardi di metri cubi consumati ogni anno nella Penisola", ha spiegato il manager sottolineando però che quei 150 milioni di metri cubi corrispondono quasi alla metà del fabbisogno annuo stimato per tutta la Sardegna. Per sapere se il progetto avrà un seguito bisognerà attendere la risposta della Regione al termine della procedura di Via (Valutazione di impatto ambientale) per il pozzo esplorativo avviata proprio oggi con un iter che si chiuderà entro 60 giorni. Alla Saras, che esclude categoricamente il ricorso alla tecnica del fracking, la frattura idraulica indotta in profondità sugli strati rocciosi, sono ottimisti. "Le conclusioni dello studio sono tutte positive", è stato sottolineato nella conferenza stampa, e l'impatto sull'ambiente e sulla salute dei cittadini è risultato "trascurabile o addirittura nullo grazie al ricorso a un impianto di esplorazione tradizionale ma di ultima generazione". Serviranno poi altri tre o quattro mesi per arrivare alle prove di estrazione. Se saranno positive, si ricomincerà da capo, con la procedura di Via per i pozzi - massimo cinque - di estrazione e un anno o un anno e mezzo per completare l'impianto.
GLI OPPOSITORI - In questo arco di tempo, la Saras dovrà però fare i conti con i movimenti di opposizione al progetto. Il no di Arborea è già scritto a lettere cubitali su decine di lenzuola appese alle pareti e alle finestre delle case e delle aziende agricole, mentre il Consiglio comunale è convocato per lunedì prossimo, 18 marzo, in seduta straordinaria per ribadire la contrarietà a un impianto considerato incompatibile con la vocazione agroalimentare, ambientale e turistica del territorio. C'è poi l'agguerritissimo Comitato spontaneo sorto più di un anno fa e ora pronto a rilanciare la battaglia contro il progetto Eleonora con nuove iniziative che saranno presentate venerdì mattina. Domenica 17, infine, gli indipendentisti di Progres organizzano un corteo di protesta da S'Ena Arrubia ad Arborea: sarà la loro 'marcia del salè, mutuando la grande manifestazione pacifista con la quale 83 anni fa il Gandhi diede inizio al cammino dell'India verso l'indipendenza dall'Inghilterra.