Il provvedimento che mette fine agli arresti domiciliari del sacerdote nato 68 anni fa ad Assolo è stato disposto dal Tribunale di Oristano su richiesta dei suoi difensori, mentre è ancora in corso il processo per le accuse di violenza sessuale e favoreggiamento della prostituzione che gli erano state contestate a conclusione di una lunga indagine e che lui ha sempre respinto spiegandole con la volontà dei suoi accusatori di danneggiare lui e la Comunità di Arborea che si occupa del reinserimento nella società di detenuti ed ex detenuti.

L'arresto di don Usai aveva destato grande clamore: i fatti per i quali è finito sotto processo sarebbero accaduti proprio all'interno della Comunità Il Samaritano, dove un gruppo di ospiti di nazionalità nigeriana avrebbero organizzato un vero e proprio giro di prostituzione del quale il sacerdote - secondo l'accusa - non poteva non essere a conoscenza e che non avrebbe contrastato in alcun modo.
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