Una celebrazione nella piccola cappella dell’Assunta, nel cuore dell’isola colpita dal grave incendio dello scorso agosto. Il parroco di La Maddalena, don Umberto Deriu, celebrerà martedì 13 ottobre alle 16 una messa a Santa Maria, pensata come atto riparativo dopo le fiamme che hanno devastato una vasta parte dell’isola.

La proposta era maturata nei giorni scorsi durante un’iniziativa ambientale legata al Premio Franco Solinas, con la piantumazione di una trentina di arbusti della macchia mediterranea nell’area dell’oratorio. In quell’occasione don Deriu aveva condiviso l’idea con la presidente del Parco nazionale dell’Arcipelago, Rosanna Giudice, e con la vicesindaca e assessora comunale all’Ambiente, Federica Porcu, ricevendone l’assenso. La cappella dell’Assunta, l'unica dell'isoletta, pur trovandosi nell’area interessata dall’emergenza, non venne raggiunta dalle fiamme. Nei giorni successivi al rogo la stessa presidente del Parco aveva evidenziato come l’edificio fosse rimasto indenne addirittura senza tracce di fumo sebbe lambito dalle fiamme.

L’incendio ha però lasciato pesanti conseguenze ambientali. Le stime parlano di una superficie bruciata pari a circa un quarto dell’isola. Agli effetti diretti del fuoco si aggiungono quelli determinati dalle grandi quantità di acqua marina sganciate da Canadair ed elicotteri, indispensabili per fermare l’avanzata delle fiamme ma potenzialmente dannose per la ripresa della vegetazione. Il Parco sta inoltre valutando sistemi per rendere più efficaci gli interventi nelle isole minori. Tra le ipotesi allo studio c'è la realizzazione di pozzi artesinicda utilizzare in caso di incendio, soprattutto quando i mezzi aerei non possono operare e nelle successive, delicate fasi di bonifica. È proprio sotto il terreno, infatti, che focolai apparentemente spenti possono continuare a covare e riaccendersi.

La messa del 13 ottobre unirà così il momento religioso alla memoria di una ferita ambientale ancora ben visibile e alla necessità di rafforzare la prevenzione in uno dei luoghi più fragili dell’arcipelago.

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