I no vax bloccano la vaccinazione contro la dermatite a Masainas
Muro no vax a Masainas per impedire la vaccinazione di una mandria di bovini contro la dermatite nodulare contagiosa.
«Vergogna», «servi del sistema»: sono solo alcune delle espressioni rivolte contro i veterinari della Asl che, accompagnati dai barracelli visto il clima di tensione, si erano presentati nell’azienda di proprietà di Antonello Caboni.
A diffondere le immagini che documentano il lungo scambio tra professionisti e attivisti sono gli stessi oppositori.
L’accoglienza verso i veterinari non è delle migliori. L’allevatore chiede di poter visionare il bugiardino del vaccino che dovrebbe essere somministrato alle sue bestie: «Sono sane», sottolinea. Una veterinaria della Asl replica: «E proprio per questo devono essere vaccinate». Ma secondo i no vax presenti no. La loro tesi è proprio «non si vaccinano gli animali sani».
Chi si ricorda dei vaccini fatti in tenera età è consapevole del fatto che la somministrazione fosse avvenuta in ottimo stato di salute. Ma pare che in certe fette di popolazione questa certezza sia evaporata.
Altra obiezione dei no vax: raccontano che altrove bestie sane siano state vaccinate e che poco dopo si siano ammalate. Quindi il vaccino porterebbe la malattia, non sarebbe utile – come è – per prevenirla. Tanto che ai veterinari arrivati a Masainas viene anche chiesto di firmare una sorta di autocertificazione nella quale dovrebbe assumersi una non meglio identificata responsabilità sul fatto che le iniezioni non provocheranno la malattia.
I veterinari parlano in modo pacato, ripetono allo sfinimento qual è il loro compito. E si trovano anche a dover dimostrare che la temperatura di conservazione delle fiale è corretta. Lo fanno, ma non basta. Quelle mucche non s’hanno da vaccinare, secondo i no vax.
