Tra Sardegna e Mediterraneo, con l'autunno di “Pedras et Sonus”
Fino all'11 ottobre il festival viaggia tra Cagliari, Mogoro, Sini, Pau, Villanovaforru, Gonnosnò e Nughedu San NicolòPer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Una rassegna che va a toccare svariati angoli del Campidano, con tre anime fra musica, letteratura e cultura dell'Isola: dopo il segmento estivo, Pedras et Sonus fa oggi ritorno per la sua sezione autunnale fino all'11 ottobre, nelle sue tre incarnazioni del Jazz Festival, della rassegna letteraria "Le parole incontrano la musica" e il progetto di turismo esperienziale, culturale e antropologico Sardinian Experience, alle quali si affiancano anche gli appuntamenti musicali di Jatzilleri. In partenza dal rione Marina del capoluogo, le nove date in programma vanno a toccare anche Mogoro, Sini, Pau, Gonnosnò, Nughedu San Nicolò e Villanovaforru, dov'è atteso il finale dell'edizione 2026.
Grande novità è quella di Sardinian Experience, che dopo le episodiche attività degli scorsi anni assume ora una forma definita, trasformando Mogoro, Pau e Villanovaforru in cantieri di co-creazione aperti al pubblico, con maestri artigiani, realtà del territorio, gruppi folk e altri custodi dell'identità isolana entrano in dialogo con professionisti internazionali ed eccellenze italiane all'estero. Laboratori e percorsi mettono così in relazione musica di ricerca, arti antiche, antropologia, danza e natura in linguaggi tradizionali, innovativi e sperimentali, nel duplice obiettivo di creare esperienze culturali attrattive e far conoscere i territori coinvolti, tra inclusione sociale, parità di genere e multidisciplinarietà e con l'immancabile direzione artistica di Zoe Pia.
Il programma
S'inizia dunque in data odierna dal quartiere storico che si affaccia sul porto di Cagliari, dove alle 18 Pedras et Sonus prende parte alla manifestazione "Marina Experience: suoni, sapori e misteri" in collaborazione con il Consorzio del Centro Storico, portando in scena la Mogoro Marching Band tra Ruja Osteria e le vie rionali, affianco al laboratorio gastronomico sui culurgiones "Mani in pasta" di Sardinian Experience. Proseguendo venerdì 2 verso nord, alle 11 le scuole dell'infanzia di Mogoro e Sini ospitano "Music Catalan Kids", attività ideata per avvicinare i più piccoli alle tradizioni musicali catalane, mentre alle 18 è la Biblioteca Domu de Tziu Modestinu di Sini a far da teatro ad Antonio Boggio, che presenta il suo nuovo titolo "Nero Mediterraneo" (Mondadori, 2026) accompagnato da traduzione in Lis, a cui seguono le sonorità nordafricane e mediterranee di "Judhur" con la musicista tunisina Sarra Douik (voce e oud). Sabato 3 la rassegna raggiunge il Parco dell'Ossidiana di Pau: cominciando alle 10 con il percorso di arte in natura "Un Bosco da Fiaba", il gruppo catalano Tocats del Grall porta la sua musica all'interno della visita guidata all'area verde. Dalle 15 alle 16:30 si fa invece ritorno a Mogoro, con il laboratorio "Nuovi suoni per un Mondo Nuovo" in scena al Parco comunale e aperto a un massimo di venti bambini sotto la conduzione di Rocco Papia, per costruire nuovi strumenti a partire da materiali di recupero, arrivando a creare una "Orchestra RIUSOnica".
Denso il programma di domenica 4, che ha inizio alle 10 con il concerto "Folk d’Extraradi" dei catalani Trèvol ad accompagnare la visita guidata al Nuraghe Cuccurada, facendo seguito alle 12 con Savina Dolores Massa, a illustrare il suo nuovo romanzo "Negli occhi grigi del mio paese" (Il Maestrale, 2026) in dialogo con Grazia Dentoni e con traduzione in Lis, e alle 13 con il quartetto di Beatrice Arrigoni per "A pranzo con gli artisti", nella presentazione dal vivo dell'album "Terrestre" (2024) tra jazz contemporaneo, cantautorato e improvvisazione. Dalle 15 alle 18 il laboratorio gratuito di costruzione delle launeddas, condotto da Orlando Mascia per un massimo di dieci partecipanti, parallelamente al laboratorio di danza sarda e catalana con protagonisti il Gruppo Folk Su Sticcau di Mogoro e Trèvol alle 16, al quale si unisce in concerto l’Orchestra Popolare Sarda. Alle 18:30 ci si sposta invece alla Fiera dell'Artigianato Artistico per la proiezione gratuita di "Eresias", una produzione Rai Sardegna e Cptv Rai Milano, alla presenza della regista Daniela Vismara Turri e in una ripresa della riflessione sulla libertà che ha caratterizzato quest'edizione.
Andando direttamente a mercoledì 7, sempre a Mogoro la Sala conferenze della Fiera fa da sfondo all'Orquesta ReuSónica Trío, per le 19 con "Musica dall'Insolito": progetto catalano creato e diretto da Rocco Papia, ancora una volta nell'idea di trasformare oggetti quotidiani in strumenti musicali, tra world jazz, repertori popolari e brani originali. Il festival approda a Villanovaforru per giovedì 8, con il workshop gratuito su canto a tenore e composizione istantanea acustica, alle 16 al Nuraghe Genna Maria sotto la guida dei Tenores Remunnu ‘e Locu di Bitti, e con la visita guidata al sito nuragico che alle 16:30 va a culminare in una performance musicale tra Sardegna e Catalogna, riunendo i Tenores con il duo Una Corda Mès, formato da Papia (chitarra s ette corde) e Nùria Balcells (violino a cinque corde). La giornata si conclude alle 19:30 all'Hotel Funtana Noa con Sebastiano Pilosu, che in conversazione con l'etnomusicologo Marco Lutzu racconta il volume "Il canto di una vita. Autobiografia di Daniele Cossellu", che attraverso i ricordi dello storico artista racconta trasformazioni e continuità del canto a tenore nell'Isola: un patrimonio che riportano in scena i Tenores bittesi alle 20:30, seguiti da Una Corda Mès con "Recançonem" alle 21 per "A cena con gli artisti":
È per venerdì 9 il ritorno di Jatzilleri, con il mogorese Caffè Gitano a ospitare per le 19 il trio cantautorock marchigiano dei Capabrò, vincitori del Premio Voci per la Libertà 2026 di Amnesty. Mentre sabato si comincia già alle 10, con la nuova visita per "Un Bosco da Fiaba" al Parco dell'Ossidiana di Pau – sotto la guida dell'archeologa Giulia Balzano – e in parallelo il laboratorio per bambini "Storie di antichi antenati" curato da Tatabolla & Le Marche da Bolla, e proseguendo alle 11:15 con Nicola Ledda e Sara Dal Cortivo nella presentazione di "Mommoteddu. Su mostrixeddu chi non bolit drommiri", albo che rovescia la tradizionale figura di Mommotti per trasformarla in un amico dei bambini, tramite il quale raccontare emozioni, paura, crescite e identità sarda, che culmina poi nel laboratorio "Imparendi cun Mommotteddu" alle 12, coinvolgendo i più piccoli con giochi e disegni nell'apprendimento del sardo. In contemporanea, all'installazione L'Abbraccio il vibrafonista Pasquale Mirra esegue "Performing on Lithophone" su pietra sonora, seguito alle 14 da Giulio Carlo Pantalei che illustra i due volumi "Una lingua per cantare" (Einaudi, 2025) e "In Inghilterra con gli Oasis" (Perrone, 2026), in dialogo con Stefania Courson de Il Rumore delle Pagine e con reading e concerto per "Una lingua per cantare" al termine. Si arriva infine a Nughedu San Nicolò alle 19:30, in una collaborazione con il Festival Arasolè che porta in piazza san Sebastiano il workshop su canto a tenore e "ricamo compositivo istantaneo" con Zoe Pia e i Tenores "Antoni Milia", diventando poi concerto alle 20 con "Indindara".
La giornata conclusiva di domenica 11 conduce la rassegna al Pozzo Sacro di san Salvatore di Gonnosnò per le 10, con la visita guidata accompagnata dalla presentazione de "La dislessia e il jazz, un metodo inclusivo" di Matilde Sabato, e con la stessa artista che alle 11:30 si esibisce con la performance per voce ed elettronica "Mise en Abyme", in un'occasione realizzata in collaborazione con PugliaSound. Alle 16 rientro al Nuraghe Genna Maria, con l'artigiano Valerio Piras a condurre il workshop sulla pietra sonora "L'inedito Litofono" e, dopo la visita guidata al sito, con il concerto solista per litofono (costruito da Piras) di Pasquale Mirra alle 16:30. Ritorno in un'altra tappa già esplorata in precedenza alle 19:30, con l'Hotel Funtana Noa che ospita Franco Bergoglio nella presentazione del libro "Alla scoperta di Charlie Parker" (Shake Underground, 2025), in un incontro dedicato alla nascita del bebop e alla longeva influenza del genere musicale. Conclude il segmento autunnale una prima assoluta, con "Tracas": insieme sul palco Pasquale Mirra, Zoe Pia e Mebitek in un progetto che mette in dialogo jazz, improvvisazione ed elettronica con memoria, immaginario e paesaggio dell'Isola, richiamando già nel nome del progetto la tradizione festiva sarda.
