Un tempio della formazione che per una giornata intera diventa cittadella della musica, nel ricordo di un grande artista: è per domenica 27 il ritorno del festival Interzone a Cagliari per un'undicesima edizione, ospitata al Conservatorio del capoluogo e dedicata ancora una volta a Roberto Pellegrini, scomparso nel 2014. Concerti e performance vanno così in scena dalle 10:30 alle 20, tra sonorità jazz, contemporanee ed elettroniche e spazi riservati all'improvvisazione e alle percussioni, in una data a ingresso libero promossa da TiConZero in collaborazione con Signal Reload e Regione.

Tra gli organizzatori c'è ovviamente anche il Conservatorio di Cagliari dove insegnava proprio Pellegrini, scomparso prematuramente nel maggio 2014. La sua ricerca ha riguardato le sfere contemporanee e improvvisative, portandolo a collaborare con artisti del calibro di Mike Mainieri, Marc Ribot, James Wood e Giancarlo Schiaffini, oltre che a studiare i nuovi metodi di sollecitazione degli strumenti a percussione al Cerm di Sassari. E tra le ultime creazioni, non può non citarsi "Le memorie dell'Universo", con cui ha dato voce alle pietre sonore del maestro Pinuccio Sciola.  

Interzone debutta già nel 2015, a un anno dalla scomparsa del percussionista e docente, come giornata aperta al pubblico e incentrata su ricerca e sperimentazione musicale, fondata sull'idea dello stesso Pellegrini di una vera e propria "cittadella della musica" nella quale il pubblico entrasse in contatto con produzioni e studi realizzati dentro le mura accademiche: ed è una vocazione che caratterizza anche quest'annata, in un percorso che va ad attraversare le sale Oppo, Palestrina e Porrino e l'atrio principale, il cortile interno e il piazzale d'ingresso. 

La scaletta

Ad aprire le danze alle 10:30 è il suono della tromba trasformato in tempo reale – e arricchito dal live electronics processing – di Marco Pittau, con la performance di libera improvvisazione "Wormhole" ad accogliere i visitatori nel piazzale d'ingresso. Ci si sposta poi nell'atrio principale, dove alle 11 la classe di percussioni eseguirà "Workers Union" di Louis Andriessen, composizione del 1975 in cui il ritmo viene precisamente determinato affianco ad altezze invece relative, in una formazione che riunisce gli allievi Sara Lentini, Luca Pintore, Riccardo Sarais, Pietro Piredda, Alexander Frongia, Alessandro Castellano, Matteo Simone Musio, Roberto Migoni e Francesco Ciminiello, di nuovo dal vivo alle 18:30 nel cortile interno per una replica. Alle 11:30 è la sala Oppo a far da teatro al progetto "Futurama", ensemble jazz nata dalla collaborazione tra studenti e docenti delle accademie di Cagliari, Cluj-Napoca, Cuneo, Tallinn, Vilnius-Klaipėda e Wrocław nell'ambito dei Blended Intensive Programmes di Erasmus+: il complesso torna in scena alle 15, ancora una volta nella sala Oppo.

Mentre è l'esplorazione del confine fra strumento acustico e manipolazione digitale a essere protagonista alle 12 in sala Palestrina, con i Flying MOSFETs di Matteo Floris e Matteo Sedda, in un dialogo che mette insieme tromba, elettronica e campionamenti digitali con droni, glitch e improvvisazione. Sedda torna sul palco alle 15:30 con "Rooms", performance solista per tromba ed elettronica con l'aggiunta di processing, loop e stratificazioni, stavolta in sala Oppo. La tarda mattinata vede poi a confronto due differenti prospettive di ricerca percussiva in sala Porrino, con il duo Uccheddu-Castellano in "Nodas 18" di Gabriele Verdinelli e "2x6" di Aldo Clementi, a cui segue alle 12:30 un altro duo, con i R.A.T. – Running Against Time di Riccardo Sarais e Luca Pintore in un programma tra ricerca timbrica, sperimentazione e rapporto con l'universo digitale, comprendente anche "Nagoya Marimbas" di Steve Reich e "24 Loops" di Pierre Jodlowski. 

Si prosegue direttamente alle 16 in sala Oppo con il Matteo Maccioni Quartet in "Songs for Max", progetto basato sulle composizioni dedicate al compianto chitarrista, compositore e docente Massimo Ferra, scomparso nel 2024: affianco a Maccioni alla chitarra, si esibiscono Caterina Monaco al pianoforte, Matteo Marongiu al contrabbasso e Antonio Orrù alla batteria. Spazio alle 16:30 al Sandra Giura Longo Trio in Sala Porrino, con l'omonima flautista accompagnata da Fabio Mureddu al violoncello e Giulio Biddau al pianoforte, a cui fa seguito alle 17 in sala Palestrina il concerto jazz acustico "In the tradition" del quartetto del pianista Marco Morandini, completato da Massimo Tore al contrabbasso, Francesco Lento alla tromba e Alessio Cogotti alla batteria. Si ritorna infine in sala Porrino alle 17:30, per due composizioni elettroacustiche realizzate al Conservatorio da Marta Loddo.

Un momento clou della giornata non può che essere quello dedicato al maestro Franco Oppo, alle 18 proprio nella sala che porta il suo nome: una figura fondamentale per la composizione contemporanea in Sardegna, tributata per mano dell'Ensemble Scisma diretta da Marco Caredda, attraverso quasi quarant'anni della produzione di Oppo: sul palco, Pietro Nonnis al flauto, Giulia Marongiu al clarinetto, Corrado Masoni e Lina Juknevičiūtė al violino, Chiara Moccia alla viola, Omar Leone al violoncello, Luca Micheletto alla chitarra, Melania Bertolo al pianoforte e clavicembalo, Riccardo Leone al pianoforte e Davide Collu alle percussioni. Ancora una volta la ricerca elettroacustica è al centro in sala Porrino alle 19, con il compositore e pianista di formazione jazz Rosario di Rosa che va a utilizzare l'elettronica per campionare e riaccordare il pianoforte in tempo reale, mentre alle 19:30 giunge il gran finale in sala Palestrina con la neonata Groove Market Big Band, progetto promosso da Massimo Tore e Paolo Carrus e ispirato alla dimensione orchestrale del jazz, in una scelta volutamente complessa che restituisce il lavoro collettivo dei complessi big band, a chiudere idealmente il sipario sulla "cittadella della musica". 

© Riproduzione riservata