Un'amicizia di oltre quarant'anni e ricca di storie da tutto il mondo, in un intimo viaggio tra jazz, silenzi e radici isolane. "Heritage" è la nuova, memorabile produzione discografica targata S'ardmusic con protagonisti i due maestri isolani Bebo Ferra e Salvatore Maiore, da oggi disponibile sulle piattaforme di ascolto in streaming grazie alla distribuzione di Egeamusic.

Registrato e prodotto a gennaio di quest'anno da Michele Palmas, il lavoro ha la sua genesi già nel 2024 in una felice intuizione di Paolo Fresu, che nell'ambito del suo centro di produzione Insulae Lab propone al chitarrista Ferra e al violoncellista Maiore di trasporre in musica la loro pluridecennale complicità, arricchitasi negli anni delle esperienze vissute da ciascuno dei due durante l'instancabile attività sonora in giro per il mondo. E nonostante i rispettivi percorsi li abbiano portati lontano, dopo aver lasciato l'Isola alla fine degli anni Ottanta, in "Heritage" emerge ora un forte e sincero desiderio di tornare a casa in tredici brani, come capitoli di un viaggio di ritorno alle proprie origini

Si sviluppa così un dialogo scarno, essenziale eppure ricco di sfumature come quello tra due vecchi amici, nel quale ogni effettistica è messa da parte per lasciare che legni e corde di chitarra e violoncello siano i soli protagonisti: in una fascinosa miscela di jazz contemporaneo, musica da camera e influenze mediterranee, il tema dell'eredità musicale viene affrontato non staticamente, ma come materia viva che si evolve nel preciso momento in cui viene suonata. Cuore del disco è infatti l'atto improvvisativo, con dinamiche sottili in cui i silenzi sono importanti quanto le singole note. 

La forza discografica di "Heritage" è la "contraddizione" d'animo dei suoi stessi autori, che sebbene dotati di una scrittura dal respiro internazionale, non rinnegano mai una profonda anima sonora che resta visceralmente legata all'identità sarda. E l'Isola, come un filtro invisibile tramite cui passa ogni gesto e suono, viene rievocata nei suoi lati ancestrali tanto dal violoncello di Maiore, tra archetto e pizzicato, quanto dal fraseggio lirico e poetico della chitarra di Ferra. Un invito a tutto il mondo a rallentare, e prestare ascolto a un dialogo carico di equilibrio e notevole sensibilità artistica

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