A Sassari la “Mostra archeologica Janas”
L'Ex-Ma.Ter ospita un'esposizione didattica sulla preistoria della SardegnaPer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Cinghiale e muflone c'erano già, così come pecore e capre. Il sardo della preistoria lavorava la ceramica e i tessuti, la pietra scheggiata e quella levigata. Cosa mangiavano i nostri antenati del Neolitico, come si sono evolute vita e lavorazioni sino all'età del bronzo lo spiega una spettacolare mostra dal titolo "Janas. Vivere, credere e morire nella Sardegna preistorica". Aperta in anteprima stasera all'Ex-Ma.Ter di Sassari in occasione delle celebrazioni per il primo anniversario del riconoscimento delle Domus de Janas come Patrimonio Unesco, l'esposizione è promossa dal CESIM/APS (Centro Studi Identità e Memoria) e curata da Giuseppe Tanda e Luca Doro, con la collaborazione dell'artista Gian Mario Buffoni.
La mostra riaprirà il 13 e 14 agosto in occasione della Discesa dei candelieri e poi resterà aperta quotidianamente nei mesi di settembre e ottobre, con ingresso gratuito grazie al sostegno della Regione Autonoma della Sardegna.
L'iniziativa nasce infatti a scopo didattico. Con l'ausilio di grandi foto e pannelli esplicativi, riproduzioni di statue, ceramiche, utensili e persino menhir e una domus de janas guida il visitatore attraverso le credenze, le abitudini e i riti di vita e morte nella Sardegna preistorica. In particolare sono illustrati i 18 siti archeologici che sono valsi il riconoscimento dell'Unesco per "La tradizione funeraria nella Preistoria della Sardegna. Le domus de janas".
Nei mesi di settembre e ottobre saranno proposti anche lezioni tematiche (approfondimenti su vari aspetti della preistoria sarda); un laboratorio di archeotecnica pittorica, un laboratorio sulla produzione della ceramica e un laboratorio sulla lavorazione di pietra e ossidiana.
