Il sonno è importante come il cibo di cui ci nutriamo ma alla cura del nostro riposo dedichiamo molta meno attenzione che alla nostra alimentazione. Così, strappiamo al riposo notturno tempo per lavorare o per divertirci. Dimentichiamo i riti per un buon sonno tipo ridurre i ritmi prima della nanna. Riempiamo la nostra stanza da letto con televisori, smartphone, computer e affini, tutti strumenti che appartengono alle ore di attività. Il sonno oggi viene quindi trascurato, ridotto spesso a un disturbo all’interno di una esistenza che deve essere attiva e produttiva. Vale il motto “chi dorme non piglia pesci” e le più recenti ricerche ci dicono che il riposo notturno si è ridotto di circa 40-60 minuti al giorno rispetto a una trentina di anni fa.

Non ci curiamo della buona qualità del sonno almeno fino a che la situazione non diviene insostenibile oppure cominciamo a pagare le conseguenze del nostro deficit di riposo. La mancanza di sonno, infatti, comporta difficoltà cognitive. Inoltre, influenza il carattere, si diventa irascibili e anche le relazioni personali peggiorano. Si è meno vigili, cala l’attenzione durante il giorno e aumenta la sonnolenza con tutti i rischi connessi. Se poi la carenza di sonno è cronica aumenta il rischio di sviluppare depressione e patologie gravi come tumori oppure malattie cardiovascolari (ictus, infarti). E ricordiamoci che il debito di sonno non si recupera mai pienamente, soprattutto se non si interviene in tempo.

La copertina del libro
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Eppure, continuiamo a farci domande le solite senza indagare le possibili risposte. Domande tipo: “Perché ci sentiamo sempre stanchi? Perché facciamo fatica ad addormentarci o ci svegliamo di continuo? Come possiamo aiutare il corpo a riposare?”

Antonella Viola, professoressa ordinaria di Patologia generale presso il dipartimento di Scienze biomediche dell’Università di Padova, nel suo ultimo lavoro intitolato “Il tempo del corpo” (Feltrinelli, 2024, pp. 144, anche e-book) prova a fornirci delle linee guida per dare una risposta a questi quesiti. Ci introduce così ai ritmi circadiani, ovvero le oscillazioni delle funzioni di tipo fisico e comportamentale che seguono il più antico e meraviglioso orologio del mondo: l’alternanza di luce e buio. Il sonno, la temperatura corporea, la fame, le difese immunitarie e persino il dolore sono tutti soggetti a questa alternanza. L’adattamento degli organismi all’ora del giorno, così come i loro cambiamenti ritmici, è stato documentato da molto tempo, ma solo recentemente la scienza ha iniziato a comprendere quanto i ritmi circadiani influiscano sul nostro benessere.

Il sonno, così importante per la nostra salute, è regolato da un ritmo circadiano chiamato appunto ritmo sonno-veglia, strettamente legato all’alternanza di luce e buio. La sincronizzazione dei nostri orologi biologici è quindi necessaria per proteggere il sonno e tutte le attività ad esso legate, come il consolidamento della memoria, ossia quel processo che trasforma l’esperienza in ricordo. Ma non è solo la memoria del cervello a consolidarsi mentre dormiamo: anche la memoria immunologica, che ci permette di difenderci da virus e batteri, matura durante il riposo, e non a caso la perdita di sonno è associata a una maggiore suscettibilità alle infezioni.

Dobbiamo quindi imparare o reimparare a organizzare le nostre giornate in base al tempo biologico, così da concedere al nostro corpo le ore di riposo di cui ha felicemente bisogno. Dobbiamo concedere a noi stessi un tempo di relax e anche di magia, in cui tutto il nostro organismo di riassetta e si prepara a nuove sfide. Il sonno è, infatti, tutt’altro che quiete assoluta. È uno spazio di tempo in cui il corpo e la mente gettano nuove basi per poi ripartire con una marcia in più. Ed è uno spazio in cui possiamo tutti lasciarci andare, senza vincoli, come scriveva William Dement, pioniere degli studi sul sonno, nel suo Il sonno e i suoi segreti: «Nel corso della notte attraversiamo un vasto paesaggio costituito da reami di sogno e di non sogno, del tutto inconsapevoli del mondo che ci circonda finché, solo dopo diverse ore, al sorgere del sole veniamo ricondotti nei nostri corpi e a una vigile consapevolezza. Senza ricordare quasi nulla».

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