Unire i puntini
Caffè Scorretto
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“ Il referendum sulla magistratura non era altro che un tassello di un piano molto più ampio di un nuovo ordine mondiale. Si voleva sgretolare il diritto internazionale, come abbiamo visto in questi anni con il genocidio a Gaza e le operazioni militari dissennate in Iran e in Venezuela. Per farlo bisognava indebolire il singolo diritto nazionale. Come? Indebolendo la magistratura e l’informazione”.
Ranucci stuzzica di più quando si paragona a Falcone, ma questa sua frase alla festa di Avs fa riflettere. Da un giornalista rilevante, come da un intellettuale, ci si aspetta che legga una tendenza, analizzi un fenomeno. E l’aggressione all’autonomia delle toghe in effetti è una costante nelle agende di molte destre, anche populiste. Ma se anziché esaminare un rivolgimento politico-culturale qualcuno lo infila in “un piano” insieme a invasioni e genocidi, e quindi presuppone che ci siano dei pianificatori che agiscono in penombra, uniti da un medesimo disegno criminoso, non traccia un’analisi: mobilita i suoi fan contro un’Internazionale dei perfidi colpevole di ogni obbrobrio (a costo di pensare a Nordio che si fa lo spritz con Vance). In tempi convulsi sarebbe più utile analizzare i fenomeni (e le loro radici sociali) che adombrare congiure dark. Poi per chi ama unire i puntini fino a svelare il disegno, c’è sempre la Settimana Enigmistica.
