L a Storia è una brutta bestia che mostra il suo lato peggiore solo quando ci si rende conto dei come e dei perché è stata scritta. Di solito risalta la parte che recitano i protagonisti e poco viene detto delle sofferenze e delle umiliazioni che vivono le popolazioni. C’è un pensiero di Alessandro Manzoni che accende la riflessione: “non sempre ciò che viene dopo è progresso”. Quand’anche accade è un susseguirsi di domande provocatorie del tipo: è più importante per l’evoluzione dell’umanità lo sbarco sulla Luna o la scoperta della penicillina o nel 1945 delle cefalosporine del medico e igienista cagliaritano Giuseppe Brotzu oppure dell’invenzione della Tv o della lavatrice automatica? Di solito il racconto è fatto di battaglie, nascite e morti, di capi e di eroi. Ma è poi vero che la Storia la fanno i potenti e il potere? Non sempre. Nel 1969 i pastori e le donne di Orgosolo furono protagonisti della rivolta pacifica contro lo Stato italiano che voleva imporre un poligono militare su 12 mila ettari da sempre usati per pascolo. Ispirata a quella rivolta nel 2024 è nata la proposta di legge Pratobello 24 per proteggere il paesaggio dall’installazione indiscriminata di impianti eolici e fotovoltaici. Migliaia di firme dei cittadini non smossero le poltrone verniciate di sardità. A Pratobello il popolo vinse la lotta, il potere a Cagliari ha perso la faccia.

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